Adesso ci sono settecento parlamentari che hanno il problema del mutuo di casa

martedì 28 maggio 9:24 - di Francesco Storace

Finalmente uguali agli altri cittadini. Da adesso, infatti, ci sono almeno settecento parlamentari, tra deputati e senatori, che vivono il problema del mutuo di casa. Perché i numeri elettorali di domenica sono devastanti per una grande quantità di onorevoli, che interrogano le stelle sul proprio futuro personale. Fanno i conti pure loro. Fantastico popolo italiano, li hai svegliati.
Sono mille, in effetti, i parlamentari della Repubblica, ma potremmo spendere parole di tranquillità per quasi trecento fra loro, i 166 deputati e i 76 senatori appartenenti ai gruppi della Lega e di Fratelli d’Italia. Con tutti gli scongiuri del caso, questi dovrebbero vedere facilitata la strada del ritorno alle Camere in caso di non più improbabili elezioni anticipate. Tutti gli altri dovranno cominciare a consultare su internet il percorso per capire come cavarsela con gli investimenti immobiliari avventati. A meno di non avere la certezza di tornare a Montecitorio o a palazzo Madama. Ma come si dice, pochi saranno gli eletti

E chi li taglierà i parlamentari…

Possiamo tentare una nuova scommessa. Che fine farà la riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari. I grillini se la sono venduta in ogni intervista e alla fine gli elettori li hanno accontentati, tagliando per primi gli onorevoli pentastellati, però. Sarà come andare al cinema il giorno dell’approdo della riforma in seconda lettura. Da vederle quelle facce, mancherà il numero legale, non si sa mai.
Adesso comincia la transumanza parlamentare. E i primi a cercare casacca saranno deputati e senatori grillini. Del resto, poverini, con Di Maio che brancola nel buio, chi può chiedere loro di restare là. Quello che dice “nessuno ha chiesto le mie dimissioni” e loro con gli occhi al cielo a supplicare riparo. In fondo, possono sperare di fare da salvagente per qualche espediente di nuovo governo.
Poi, ci sono gli onorevoli forzisti. E’ largamente prevedibile che sui citofoni delle case di Matteo Salvini come di Giorgia Meloni siano già evidenti le impronte digitali di colore azzurro. Il guaio per molti di loro non è la disponibilità a traslocare, ma quella ad essere accolti nelle nuove case.
Infine, i piddini. Sebbene i risultati elettorali delle europee siano migliori in percentuale rispetto alle politiche dello scorso anno, molti di quelli in carica sono terrorizzati. Perché temono il momento delle liste, quando Nicola Zingaretti dovrà metterci la testa e farne fuori un bel po’ per liberare posti per i suoi protetti. Si prevede nel Pd un’ondata di servilismo di ritorno.

Pure senza vitalizio

Tutti costoro saranno i protagonisti inconsapevoli del prossimo futuro. Qualcuno suonerà il gong e se ne accorgeranno per ultimi, quando Mattarella avrà già deciso l’esito della legislatura. Basterà il primo caduto a terra nel campo grillino per scatenare l’inferno e la crisi. E sarà tardi, in quel momento, per la corsa al riposizionamento personale. Prepariamoci ad un Parlamento sempre più popolato di trasformisti e voltagabbana. Il mutuo fa di questi scherzi. E se lo spread dovesse impennarsi, poveri figli, come faranno a pagarlo, per di più senza il vitalizio che proprio loro hanno tanto tenuto ad abolire? Si sono fatti del male da soli, ma non dicano di non essere stati avvertiti…

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • giuliano 29 maggio 2019

    Non vi è nessun bisogno di commentare l’articolo eloquente ed attuativo nell’essenza nella speranza che i tagli saranno mantenuti anche da chi potrà succedere all’attuale governo.
    Vi chiederei piuttosto di dare uno sguardo ai tagli finanziari alla regione sicilia sbandierata dai cinque stelle ma che dal 1 maggio non se ne hanno piu’ notizie.

  • Mauro Collavini 28 maggio 2019

    Vorrei sapere chi è il cretino che ha scritto questo articolo: Per iniziare dalla fine i vitalizi andavano aboliti, non ricalcolati come è stato fatto e sostituiti da pensioni come tutti i contribuenti italiani. Il taglio dei parlamentari è cosa dovuta e necessaria per diminuire le spese inutili del ns. paese; Fosse per me vi manderei a casa tutti o quasi e mi terrei solo Salvini, Di Maio e Conte. Tutti voi avete fatto abbastanza danni negli ultimi decenni. Vorreio ricordare alla Sig.a segretaria di F.I. che tra le stronzate che ha combinato c’è il si alla legge Fornero. Si metta in testa che prima vengono i problemi del popolo italiano poi gli altri.

  • In evidenza