Abusivi nel settore della mediazione immobiliare: chi sono e come contrastarli?

sabato 25 maggio 11:45 - di Michele Cotugno

Tanti sono fortunatamente ancora i consumatori che preferiscono servirsi della consulenza di un agente immobiliare, ma sapranno questi almeno riconoscere un agente immobiliare regolare da un abusivo? A quanto pare il più delle volte non sarebbero in grado di saperli distinguere; e questo per carenza di informazioni circa le norme settoriali o, peggio ancora, perché poco interessati a saperlo. Ma andiamo per ordine, come si diventa agente immobiliare? Bisogna essere cittadino Italiano, possedere i requisiti di onorabilità, detenere un titolo di studio non inferiore al diploma di scuola media secondaria, frequentare un corso di formazione di 120/220 ore con il relativo superamento di esami abilitanti sia in forma scritta che orale presso la CCIAA. Ed allora, chi sono gli abusivi?Sono tutti quei soggetti, professionali e non, che mettono in relazione le parti per la conclusione di affari facendosi pagare provvigioni calcolate in % sul singolo valore di ogni affare transato, pur non essendo affatto iscritti in apposita sezione speciale del Rea tenuta presso la CCIAA dunque non abilitati a poter esercitare detta professione. Ma come può il consumatore riconoscere un agente immobiliare regolare da un abusivo?Semplice, chiedendogli di fargli visionare il tesserino rilasciatogli dalla sola camera di commercio di suo riferimento, oppure richiedendo una visura camerale per verificare se il soggetto, esso sia reale o virtuale, sia realmente iscritto o meno in apposita sezione speciale del Rea come per Legge pertanto abilitato o meno. Ma perché il consumatore dovrebbe fare tutto questo, ovverosia quali vantaggi ha rivolgendosi a un agente immobiliare regolare?Tanti, ed ha solo da guadagnarci. Ha la concreta certezza di trattare con un soggetto esperto ed affidabile che, a differenza di un abusivo, ha sempre da perdere. Infatti, nella peggiore delle ipotesi, si può rivalere su di lui essendo questo obbligato per Legge ad essere coperto da polizza di assicurazione professionale. Altro vantaggio è anche quello di poter detrarre fiscalmente una quota parte % della fattura di mediazione per acquisto 1° casa. Ed in ultimo, ma non da ultimo, anche perché l’agente immobiliare regolare è garante circa la regolarità dell’affare transato al punto che, in specifici casi, ne risponde in solido alle parti come per l’obbligo di registrazione dei contratti preliminari. Esiste un modo concreto per poter risolvere l’increscioso fenomeno dell’abusivismo?Esiste ed è anche semplice. Basterebbe emanare una norma che preveda:

– la totale detrazione fiscale per ambo le parti, delle sole fatture di mediazione riguardo qualsiasi acquisto/affitto/locazione di immobile e non solo per l’acquisto della 1° casa. In questo modo verrebbe meno la ragion d’esistere di mediatori abusivi (essi siano soggetti reali e/o virtuali, annessi gli eventuali professionisti di altri settori che magari “per assurdo” fatturerebbero le loro provvigioni sotto forma di fittizie consulenze);

– di imporre ai mezzi pubblicitari ovverosia ai giornalini settoriali ed ai portali immobiliari (per chi tra loro ancora non lo faccia) di obbligare gli inserzionisti a dover dimostrare a che titolo intendono pubblicizzare gli immobili, cioè allegando titolo di proprietà e/o altro documento attestante il diritto a poter porre in vendita/affitto/locazione detto bene. In questo modo si eviterebbe di lasciar pubblicizzare ai tanti, tra i quali per altro potrebbero cimentarsi non solo mediatori abusivi ma anche truffatori seriali. E perché ad oggi non esiste una simile norma? Probabilmente perché il Legislatore non la ritiene opportuna, o forse perché ignora totalmente la questione; chissà. Resta inteso che l’abusivismo nel settore della mediazione immobiliare è un fenomeno assai diffuso che non dà segni d’arresto e che, persistendo, danneggerà sempre più gli agenti immobiliari regolari quali, se la faccenda non verrà risolta, ne pagheranno le estreme conseguenze. Approfitto quindi per lanciare un grido d’allarma al Legislatore che si dice essere quello del cambiamento affinchè dimostri di essere davvero colui che vuol cambiare in meglio le cose e lo esorto vivamente a interessarsi della questione qui posta, con concretezza e celerità apprestandosi a legiferare in tal direzione per porre fine al gravoso fenomeno in oggetto.

 

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