Zingaretti spara sul governo per i vaccini. E dai Cinquestelle minacce via twitter

martedì 2 aprile 11:29 - di Il Cavaliere Nero 😎

Guerra nucleare alla regione Lazio sull’obbligo vaccinale. Nicola Zingaretti si mette a sparare a zero sul governo, come da nuovo mestiere, e il consigliere pentastellato Davide Barillari alza il tiro. Il tutto su twitter. Il tutto facendo scatenare le tifoserie. Il tutto perdendo ore e ore a seguire l’incredibile dibattito tra il governatore e il suo iroso oppositore.

La dichiarazione di guerra…

Zingaretti – un paio di giorni orsono – ha mirato sull’esecutivo scrivendo che “il governo vuole eliminare l’obbligo vaccinale”. E ha promesso, al solito: “Nel Lazio invece faremo di tutto per garantirlo perché la salute dei bambini viene prima di ogni cosa”.
Affermazione propagandistica per chi conosce la realtà della sanità laziale, sempre più devastata dai tagli e sempre più lontana dalla promessa uscita dal commissariamento che sarebbe dovuta avvenire a gennaio scorso. Ma Barillari non si è accontentato di rispondere a Zingaretti con l’elenco delle disfunzioni sanitarie. Macché, ha preferito imbracciare l’artiglieria e ha risposto così sul social: “Provaci. E non sai nemmeno a quale livello di guerra andrai incontro“.

Regalo grillino al governatore

Anziché mettere in difficoltà il presidente della regione, il grillino gli ha invece fatto un favore, mobilitando contro se stesso le legioni piddine a cui non pareva vero quel che leggevano. Questo è il livello a cui si è ridotto il “dibattito” alla regione Lazio. Con un presidente che si bea su Twitter e un soggetto pericoloso che si mette al computer a minacciare guerre di non si sa quale tipo.
Roba da rapporto di polizia, da provvedimenti da assumere. Siamo certi che non accadrà nulla, perché in questo paese ormai è consentito a tutti di insultare impunemente chiunque. Ma quando lo fa la politica, diventa una specie di istigazione a delinquere. Ed è grave che si tenti di farla passare sotto silenzio. Ormai la minaccia è diventata pane quotidiano. Persino in consiglio regionale.

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