Volano gli stracci nel governo, il M5S ancora all’attacco della Lega con 4 domande: «Siri si dimetta…»

martedì 23 aprile 17:36 - di Monica Pucci
Il sottosegretario ai Trasporti, il leghista Armando Siri adnkronos

«Quattro domande alla Lega sul caso Siri». Si intitola così il post firmato M5S sul blog delle Stelle, in cui, oltre a tornare a chiedere le dimissioni del sottosegretario Armando Siri (nella foto), si sottopongono una serie di domande all’alleato di governo. Nel governo, ormai, volano gli stracci, nel giorno in cui il Consiglio dei ministri è chiamato a decidere sul salva-Roma (o anche salva-Raggi) su cui la Lega minaccia di fare le barricate.
«La politica – si legge sul blog – deve dare il buon esempio. Nessuno può nascondersi dietro la presunzione di innocenza di fronte all’ipotesi di un reato di corruzione. Non può farlo, a maggior ragione, quando nella stessa inchiesta emergono legami con la mafia. Quando un politico viene accusato dalla magistratura di essere un corrotto, deve fare un passo indietro e chiarire – incalza il M5s – Si può difendere, è un suo diritto, ma deve farlo lontano dalla sua carica. È quel che è accaduto al sottosegretario Armando Siri. E quel che abbiamo chiesto, in virtù della nostra coerenza, è stato che si mettesse in panchina fino al chiarimento definitivo, che rinunciasse al suo incarico nel governo mantenendo comunque il ruolo di senatore». Secondo i grillini, “questo principio per il MoVimento 5 Stelle è un pilastro indiscutibile. La Lega invece finora si è tirata indietro. Ha minimizzato, e non ha dato risposte ai cittadini. O, peggio – accusa il M5s dal blog delle Stelle – ha cercato di spostare l’attenzione sposando la linea dell’Espresso e attaccando in maniera strumentale Virginia Raggi”. Non si può negare una spiegazione ai cittadini, dice il M5S, non si può fare spallucce…».

Le 4 domande del M5S alla Lega

Seguono, dopo una breve ricostruzione dell’intera vicenda, le quattro domande indirizzate alla Lega: «Quali sono i reali rapporti tra Siri, la Lega e Paolo Arata (l’ex parlamentare di Forza Italia, adesso responsabile del programma della Lega per l’ambiente che, secondo l’accusa, sarebbe vicino a Vito Nicastri, imprenditore indicato dai magistrati come ‘finanziatore’ della latitanza del boss Matteo Messina Denaro)? – chiede il M5S – Perché il sottosegretario Siri ha presentato più volte delle proposte, sempre bloccate e rispedite al mittente dal MoVimento 5 Stelle, per incentivare l’eolico (materie oggetto di interesse proprio di Paolo Arata)? Per quale fine?” E ancora, incalza il M5s, “perchè Siri si è contraddetto, cambiando versione più volte (quando è uscita la notizia dell’indagine per corruzione ha detto: ‘Non mi sono mai occupato di eolico in vita mia’. Poi ha ammesso di aver presentato una proposta di modifica alla legge sugli incentivi: ‘Me l’ha chiesto una filiera di piccoli produttori’. Infine, al Corriere, ha dichiarato: ‘Arata mi ha fatto una testa così e gli ho detto ‘va bene, mandamelo’)?”. Infine, nell’ultimo quesito indirizzato alla Lega, il M5s ricorda come il figlio di Arata sia “stato assunto da Giorgetti presso il Dipartimento programmazione economica. Giorgetti sapeva che era figlio di Arata e dei rapporti del padre con Nicastri?” “Il più grande capitale dei cittadini italiani è la reale volontà di cambiamento delle forze al governo. Dare una risposta a queste domande significa dire ai cittadini che in Italia le cose sono cambiate davvero. Il cambiamento non ammette sconti, o scorciatoie. Prima di tutto con se stessi, come il Movimento 5 Stelle ha sempre dimostrato. Andiamo avanti a lavorare, c’è tanto da fare, ma con serietà”, conclude il M5S.

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