Vertice con Conte, Juncker è “preoccupato” per l’Italia e sogna una manovra correttiva “lacrime e sangue”

martedì 2 aprile 11:07 - di Robert Perdicchi

Poverino, è preoccupato per l’Italia, anzi, “sono un po’ inquieto di vedere che l’economia italiana non cessa di regredire”. Il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, al termine del suo incontro a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, finge interesse per i guai italiani e lascia intendere che solo una bella manovra “lacrime e sangue” potrà rimettere in carreggiata i conti.
«Quando ci siamo messi d’accordo, il presidente Conte e io, sul quadro generale del bilancio italiano avevamo pensato che la crescita sarebbe stata dell’ordine dell’1%. Sappiamo che oggi – ha sottolineato Juncker – quella cifra deve essere rivista al ribasso e dunque, visto il pesante debito pubblico italiano, tutte le politiche che gravitino attorno alla nozione di rilancio del bilancio saranno limitate. Ma restiamo in contatto per vedere come procedere in materia». Però, aggiunge, “vorrei che le autorità italiane facessero sforzi supplementari per mantenere in vita la crescita economica dell’Italia”, ha detto ancora Juncker.

Nell’incontro, ha riferito il premier Conte, “abbiamo parlato anche di debito pubblico. Il governo aveva previsto il rallentamento” dell’economia, “per questo ha elaborato una manovra che vuole perseguire una politica economica espansiva ma responsabile, approvando misure di cui il Paese necessitava da troppi anni al fine di ristabilire equità sociale”. E “con Juncker abbiamo parlato anche del Def”, spiegando che “non cambia rispetto allo scenario concordato con la Commissione lo scorso dicembre” ha detto Conte. «Il rallentamento” dell’economia, ha sottolineato il presidente del Consiglio,”viene considerato transitorio». «Con Juncker – ha aggiunto – abbiamo parlato del rallentamento dell’economia mondiale, che l’intera Eurozona si trova ad affrontare; un rallentamento economico dovuto alla guerra dei dazi che ha portato a una significativa battuta d’arresto per diversi settori dell’industria manufatturiera. Per reagire a questa fase di rallentamento, occorrerebbe che gli Stati membri che hanno maggiore spazio fiscale lo utilizzino” al fine di “reagire a una tendenza negativa e ridurre così squilibri economici interni all’eurozona».

Per quanto riguarda la Tav, ha detto Conte, “ho informato Juncker che abbiamo avviato questo supplemento di riflessione e ho anticipato che abbiamo avviato un percorso con la Francia su questo supplemento di riflessione. L’esito del confronto tra il ministro dei Trasporti francese e quello italiano alle Infrastrutture verrà condiviso con la commissaria Ue competente”.

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