Un cardinale africano contro il Global Compact: «Le migrazioni piacciono agli schiavisti»

martedì 9 aprile 15:20 - di Ezio Miles

Sembra un paradosso, ma non lo è: uno degli esponenti della  Chiesa più ostili al buonismo in fatto di migrazioni è proprio un cardinale africano.Parliamo di Robert Sarah, guineiano, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, uomo che conosce bene la realtà dellìAfrica e delle forze che spingono verso le migrazioni.  Conosce bene gli interessi economici che favoriscono  l’abbandono della propria terra da perte di milioni di persone, come  pure conosce bene la pericolosità dell’integralismo musulmano che proprio nel suo continente è causa di stragi, distruzioni e immane dolore. «Barbarie islamista», definisce tale fenomeno l’alto prelato  e lo mette in parallelo con la «barbarie materialista». Queste ed altre opinoni “politicamente scorrette” il cardinale Sarah le ha espresse  in un’ intervista a alla rivista Valeurs Actuelles, nella quale ha presentato il suo nuovo libro, appena uscito in Francia (in italiano arriverà a fine estate), che s’ intitola Le soir approche et déjà le jour baisse, titolo che richiama il passo del Vangelo sui pellegrini di Emmaus.

«L’Occidente rischia di scomparire»

Sarah appoggia anche  i paesi di Visegrad e boccia il Global Compact sulle migrazioni. «Ormai – dice – «ci sono molti paesi che vanno in questa direzione e ciò dovrebbe indurci a riflettere. Tutti i migranti che arrivano in Europa vengono stipati, senza lavoro, senza dignità È questo ciò che vuole la Chiesa? La Chiesa non può collaborare con la nuova forma di schiavismo che è diventata la migrazione di massa. Se l’ Occidente continua per questa via funesta esiste un grande rischio – a causa della denatalità – che esso scompaia, invaso dagli stranieri, come Roma fu invasa dai barbari. Parlo da africano. Il mio paese è in maggioranza musulmano. Credo di sapere di cosa parlo». Cerre cose, in Europa, le dicono soli i sovranisti

 

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