Ultras della Lazio a Piazzale Loreto: «Onore a Benito Mussolini» (video)

mercoledì 24 aprile 16:10 - di Federica Argento
«Onore a Benito Mussolini». Firmato “Irr”, sigla che sta per Irriducibili, uno dei gruppi più “duri e puri” della curva Nord laziale. I tifosi della Lazio – racconta la Gazzetta dello Sport – hanno srotolato un lungo striscione inneggiante al Duce a due passi da piazzale Loreto a Milano. Sì, proprio a due passi da quel luogo in cui Mussolini e Claretta Petacci  vennero esposti dopo la morte dai partigiani.
I tifosi della Lazio, in trasferta a Milano per il ritorno della semifinale di Coppa Italia contro il Milan, non possono infatti introdurre striscioni politici negli stadi. E così sono andati lontano da San Siro a srotolare lo striscione, a Corso Buenos Aires per la precisione. Hanno scandito canti, numerosi slogan, hanno fatto il saluto romano e se ne sono andati.

La reazione dell’Anpi: «Insopportabile»

Subito l’Anpi è saltato come una furia a stigmatizzare l’episodio. L’enfasi retorica si spreca: «È insopportabile che avvengano simili provocazioni alla vigilia del 25 Aprile. Chiediamo alle autorità di individuare i responsabili», ha commentato Roberto Cenati, presidente milanese dell’Associazione nazionale partigiani, aggiungendo: «È ora di dire basta. Si sciolgano le organizzazioni neofasciste e neonaziste, applicando le leggi Scelba e Mancino».
La polizia sta facendo accertamenti, anche se quando è arrivata in corso Buenos Aires il gruppo si era allontanato e nessun disordine è stao provocato. Il sindaco Sala su Facebook si accoda all’Anpi e condanna il gesto: «Anche cercando di non drammatizzare, non si può non capire che si stanno superando certi limiti. E che la denuncia di tutto ciò spetta soprattutto alla politica. A tutta la politica però. Milano è e resterà sempre una città profondamente antifascista».

Commenti

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  • Michele Picardi 25 aprile 2019

    Notando le brevi immagini ed il commento qui sopra alle stesse, son spinto a precisare che lo striscione de quo non è di certo stato srotolato in C.so B. Ayres, all’altezza del civico 90, per “discrezione” o posizione defilata rispetto al piazzale.
    Esso è stato srotolato esattamente di fronte alla pensilina del benzinaio che, nel 1945, era di fatto affacciata sulla piazza, non esistendo l’attuale edificio che ospita il McDonald’s, per intenderci. La pensilina “girava l’angolo” alto fra l’attuale corso e la piazza, terminando prima dell’attuale bocca della MM., sull’attuale v. A. Doria. Su questa pensilina i pompieri, per sottrarli allo scempio della folla, issarono 5 della ventina di cadaveri di fascisti uccisi e scaricati li davanti all’alba, Mussolini e Petacci compresi, lavandoli con un idrante. Questi cadaveri pendevano un poco più indietro di dove oggi è la pensilina del palazzo che ospita un fast-food, più o meno poco dietro ed alla stessa altezza dellla M gialla dell’insegna che, per ironia del destino, ivi oggi è presente. E’ possibile oggi notare solo una porzione del muro di confine opposto di quel distributore, che è quello che chiude il piccolo parcheggio di v.le A. Doria, vicino alla fermata dell’autobus. dall’altra parte della strada dove oggi è posto il secondo (il primo fu un cippo dove oggi è l’ingresso di una banca che si affaccia sul piazzale) monumento ai partigiani fucilati a p.le Loreto il 10/8/44. Proprio a causa di tal fucilazione, i cadaveri dei fascisti furon scaricati davanti al benzinaio. Perché li a fianco erao stati fucilati 15 partigiani prelevati da S. Vittore: all’angolo fra il benzinaio e la piazza, davanti una piccola palizzata di legno allora rivolta verso il piazzale. Luogo scelto dal cap. delle SS T. Saevecke, che comandava il plotone di esecuzione fornito dalla E. Muti e comandato dal cap. P. Cardella, che poi rimase a guardia dei cadaveri.

  • giovanni vuolo 25 aprile 2019

    Levata di scudi e toni indignati per un episodio che potrebbe essere l’origine di tutti i mali. In un’Italia devastata dalla criminalità di origine extracomunitaria, dove si uccide semplicemente per invidia di chi vive una vita normale, dove si aggrediscono le forze dell’Ordine con minacce di distruzione della civiltà così come la conosciamo, ecco che il vero dramma sono quattro gatti che non minacciavano nessuno, ma manifestavano le proprie idee. Sbagliate? Può darsi, ma in un Paese democratico sarebbe ora di riconoscere a tutti il diritto di sbagliare; d’altra parte si consente di votare partiti come i 5S o il PD, che oggi sono ben più pericolosi di innocue nostalgie

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