Tonelli al Secolo: “La sinistra conferma di essere sempre dalla parte dell’antipolizia”

giovedì 4 aprile 16:29 - di On. Gianni Tonelli *

Gentile direttore,

in merito al suo editoriale intitolato: “Poliziotti sempre nel mirino comunista: adesso ci prova il compagno Fratoianni”, pubblicato in data odierna sul quotidiano da Lei diretto, mi sento di fare alcune considerazioni.

La proposta di Legge n°1351 recante disposizioni in materia di identificazione del personale delle Forze di polizia in servizio di ordine pubblico, a firma Fratoianni e Palazzotto, è stata assegnata alla prima commissione Affari Costituzionali della Camera, di cui faccio parte. E’ stata solo assegnata.

Durante la mia carriera sindacale, alla guida del Sindacato Autonomo di Polizia, mi sono sempre battuto affinché gli operatori delle Forze dell’Ordine fossero dotati di telecamere su divise, auto di servizio e celle di sicurezza. Le telecamere sono un fondamentale strumento di verità e trasparenza che ha un solo unico difetto: non perdonano niente a nessuno, né l’operatore da un presunto abuso, né il delinquente.

Agenti marchiati

Questa mia proposta, trovata tra l’altro innovativa e premiata in quanto tale negli ambiti del TeDx di Bologna, non è mai piaciuta al partito dell’antipolizia e alle sue espressioni in Parlamento che, da sempre, si battono affinché i poliziotti siano marchiati da un numero identificativo, metodo superato e da maniscalchi, che non tutelerebbe nessuno, anzi, presterebbe il fianco a false denunce nei confronti dei poliziotti trascinati in seguito alla sbarra e dati in pasto alla gogna mediatica, per alimentare le lobby dei sedicenti esperti di processi mediatici.

Il motivo per il quale lo scorso anno accettai la candidatura, fu principalmente quello di rappresentare le divise in Parlamento, portando le loro istanze e facendomi promotore di iniziative volte al miglioramento della condizione lavorativa di chi, ogni giorno, è chiamato a garantire la pubblica sicurezza.
Ho a tal fine, presentato una proposta di legge che recepisce un punto specifico del contratto di Governo, e che oltre a definire quelle che sono le idonee garanzie funzionali per gli uomini e le donne in divisa, introduce precisi protocolli operativi, dotazioni idonee a ridurre quanto più possibile il contatto fisico tra l’operatore e il soggetto fermato e, soprattutto, le telecamere.

Telecamere indispensabili

La telecamera è uno strumento indispensabile perché ha la capacità di poter fornire in sede processuale un resoconto completo di quello che è accaduto. Stentiamo a farle accettare al partito dell’antipolizia, agli allergici alle divise e ai sostenitori del partito del disordine pubblico. Negli Usa l’introduzione delle telecamere ha fatto crollare dell’89% gli episodi di contatto tra forze di polizia e privati cittadini. I soggetti sanno che in quel momento viene videoregistrato e dovranno rispondere delle proprie azioni. Come detto, questo al partito dell’antipolizia non piace. Per loro meglio schedare il poliziotto e non chi, violentemente e col volto travisato, si scaglia contro le forze dell’ordine e crea disordine durante le manifestazioni. La sinistra si è sempre e solo occupata di questo: talmente invasata dal buonismo e dal politically correct, si è convinta di essere buona davvero, tanto da voler ad ogni costo tutelare il delinquente pur di “ammanettare” il poliziotto. Un esempio eclatante è la scellerata legge sul reato di tortura, di cui primo firmatario fu l’ex senatore Luigi Manconi, con un passato in Lotta Continua, sinistra extraparlamentare, spesso comparso al fianco di chi ha incentrato il proprio core business sul tramutare il processo all’uomo in divisa in propaganda politica (antipolizia). A cosa è servita la legge sul reato di tortura tanto agognata? A nulla! Non tutela il torturato, ma ammanetta le forze dell’ordine, inibendo l’efficienza dell’operatore durante l’intervento che potrebbe trasformarsi per lui in capo di imputazione. Montesquieu diceva che il primo dovere di uno Stato moderno, è quello di garantire la vita e quindi la sicurezza dei suoi cittadini.

Ecco direttore, abbiamo la riprova che la sinistra non è affatto compatibile con le priorità di uno Stato civile che vuole tutelare la sicurezza della brava gente.

*Segretario Generale Aggiunto Sap

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