Spagna, verso l’affermazione dei sovranisti di “Vox”. Estremisti? Ma se persino il Likud di Netanyahu gli fa gli auguri…

sabato 27 aprile 14:30 - di Antonio Pannullo

“In bocca al lupo a Santiago Abascal e agli amici di Vox per una grande affermazione alle elezioni politiche di domani in Spagna. Da lunedì lavoreremo insieme per cambiare tutto anche in Europa”. E’ quanto scrive su Twitter il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, riferendosi alle elezioni in Spagna dove il partito di estrema destra Vox si avvia a conquistare un grande risultato. E i tentativi di far apparire Vox come un partito di estremisti fanatici è venificato dagli auguri che arrivano pewrsono da Israele: “A nome del Likud, voglio augurare a Vox e al suo presidente Santi Abascal un gran risultato nelle elezioni generali in programma domani in Spagna”. Lo scrive a sorpresa su Twitter Eli Vered Hazan, il responsabile degli affari esteri del Likud, il partito del premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Ma la situazione non è semplice: “L’anomalia spagnola sta per finire”. La Spagna, dalle elezioni in programma domani, potrebbe ricevere in dote il primo governo di coalizione della propria storia. Alla vigilia del voto, come scrive El Pais, si affaccia l’ipotesi rivoluzionaria: “L’unico dei cinque grandi Paesi d’Europa che non ha mai avuto un governo di coalizione, da quando ha recuperato la democrazia, “probabilmente entrerà nella normalità europea dopo la domenica. Basta guardare i numeri per avere la conferma, ma già venerdì i leader dei due blocchi hanno chiuso l’ultimo giorno della campagna ammettendo che questo è l’unica soluzione possibile”. Il partito socialista apre a Podemos, i popolari inviano segnali a Vox. “Pedro Sanchez ha confermato che non avrebbe problemi ad avere i ministri di Podemos, come richiesto da Pablo Iglesias, e Pablo Casado ha ammesso che se la somma giusta non avrebbe avuto scrupoli nell’offrire ministeri a Vox“, sintetizza El Pais delineando lo scenario. “La conclusione della campagna elettorale più atipica e serrata della democrazia è stata caratterizzata dagli sforzi del partito popolare e di Ciudadanos per il voto utile nel centrodestra e per il desiderio dei socialisti di fare appello al timore provocato dall’ingresso in parlamento della destra radicale di Vox”, scrive El Mundo. “A trent’anni dalla rifondazione del 1989, le elezioni generali anticipate mettono in gioco la sopravvivenza del partito popolare come forza principale del centro-destra davanti alla forza di Ciudadanos e all’irruzione di Vox“. Sull’altro versante, “Pedro Sanchez cerca di essere legittimato come uomo di stato dopo aver raggiunto La Moncloa” e punta “ad aprire una nuova fase”.

Per continuare a leggere l'articolo abbonati oppure accedi

In evidenza