Spagna, alle elezioni la destra sfida la sinistra anche sulla corrida. “Non va abolita”

sabato 27 aprile 19:06 - di Leo Malaspina

Non c’è solo l’ultradestra di Vox che potrebbe entrare per la prima volta nel parlamento spagnolo. Secondo i sondaggi potrebbe anche debuttare un partito che chiede esplicitamente il divieto della corrida. Il Partito animalista contro il maltrattamento degli animali (Pacma) potrebbe conquistare due seggi e la sua leader Silvia Barquero si dice pronta ad appoggiare un governo ‘progressista’ se saranno prese in considerazione le sue richieste.  La tradizione della corrida divide da tempo il paese con un crescente movimento di opinione contrario ad una tradizione che per molti è invece il simbolo della cultura spagnola. C’è stato un considerevole calo degli spettatori e in diverse località con amministrazioni vicine a Podemos, si è scelto di escludere la corrida dal programma delle ‘fiestas’ locali.

La protesta dei toreri spagnoli

Molti toreri famosi- come Manuel Diaz “el Cordobez” o Morante de la Puebla- si sono lamentati pubblicamente per gli attacchi. Dall’altra parte, la destra ha cavalcato la causa della tauromachia, in nome della ‘hispanidad’.  Durante il suo governo, l’ex primo ministro conservatore Mariano Rajoy ha proclamato la corrida ‘patrimonio culturale spagnolo’ e ripristinato la trasmissione in televisione degli appuntamenti più importanti di questa tradizione. La tutela di ‘patrimonio culturale’ ha permesso alla Corte suprema di cassare il divieto alla corrida che era stato imposto in Catalogna nel 2012. Sia Vox che il partito Popolare hanno candidato toreri alle elezioni di domani, contando sul voto tradizionale, specie nelle zone rurali. Il Pacma punta invece sull’elettorato più giovane, 18-35 anni, soprattutto femminile. Il partito è anche contro la caccia, la pesca e ogni esibizione di animali in circhi, parchi acquatici o fiestas. Sia la Barquero che altri esponenti del partito sono vegani.

Commenti

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  • paleolibertario 28 aprile 2019

    Spero in un ottimo risultato di Vox, che alle istanze identitarie e cattolico-integrali affianca una giusta dose di liberismo. L’unica cosa che non mi piace di Vox è l’avversione alle rivendicazioni dei baschi. La corrida deve restare.

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