Sono attualmente quattro gli italiani rapiti all’estero di cui non si hanno più notizie

sabato 6 aprile 18:40 - di Redazione

Ci sono anche i quattro italiani di cui non si hanno più notizie tra i 64 casi di rapimento di connazionali all’estero tra il 2001 e il 2018 ricostruiti da Umberto Saccone nel libro Protocollo S (Aracne Editrice), che sarà presentato martedì 9 maggio, nella sede di viale dell’Astronomia di Confindustria, a Roma. C’è il caso di Padre Paolo Dall’Oglio, rapito da Al Qaeda e di cui non si sono avute più notizie dal lontano 29 luglio 2013 e il rapimento in Niger del sacerdote cinquantasettenne Pier Luigi Maccalli. Originario di Madignano in provincia di Cremona, membro della diocesi di Crema e appartenente alla Società delle Missioni Africane (Sma), Maccalli viene rapito in Niger nel villaggio di Bomoanga il 17 settembre 2018, da presunti jihadisti attivi nella zona, facenti parte di una tribù ribelle di pastori Fulani. Silvia Costanza Romano, ventitreenne originaria di Milano, cooperante dell’associazione Africa Milele Onlus (con sede nelle Marche a Fano), viene invece rapita nella notte tra il 20 e il 21 novembre 2018, nel villaggio di Chamaka, in Kenya. L’ultimo in ordine di tempo è il rapimento di Luca Tacchetto, architetto originario di Vigonza (Padova). Tacchetto parte per un viaggio in macchina, in compagnia dell’amica Edith Blais, ragazza canadese. I due passano lo Stretto di Gibilterra e sbarcano in Marocco diretti verso sud, in direzione Togo, meta finale del loro viaggio. Le ultime foto pubblicate su un social da parte della ragazza risalgono al 15 dicembre 2018 e ritraggono i due ragazzi sorridenti e abbracciati a cena a casa di un amico francese a Bobo Dioulasso, la seconda città del Burkina Faso. Sarà lo stesso amico a raccontare di aver consigliato alla coppia un’escursione in un parco naturale a un centinaio di chilometri dalla città. Da quel momento in poi non si hanno più notizie dei due ragazzi. Dalla data della scomparsa, l’8 gennaio 2019, cresce il sospetto che siano caduti nella rete di bande armate vicine al radicalismo islamico.

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