Salvini: «Nessuno può più negarlo, sui barconi viaggiano anche i terroristi»

mercoledì 17 aprile 12:11 - di Elsa Corsini

«Abbiamo già potenziali terroristi a casa, non serve farne arrivare altri via mare». È il primo commento di Matteo Salvini alla notizia dell’arresto a Palermo di due lupi solitari che si esercitavano nel nome di Allah, pronti a fare attentati. «Grazie a forze dell’Ordine e magistratura per la brillante operazione che ha portato all’arresto di due estremisti islamici. È l’ennesima conferma che è necessario, visto che abbiamo già in casa alcuni potenziali terroristi, non farne arrivare altri via mare», dice il ministro dell’Interno confermando la certezza di infiltrazioni terroristiche sui barconi e rivendicando la competenza del Viminale sugli sbarchi (« può piacere o no, gli italiani mi pagano per difenderli e questo sto facendo»).

L’allarme di Salvini: terroristi sui barconi

«Il problema è che si sono centinaia di terroristi islamici nelle carceri libiche, rientrati in Tunisia, rientrati in Nordafrica. Il rischio di infiltrazioni terroristiche a bordo di barchini e barconi ormai è certezza – ha detto dai microfoni di Radio Anch’io su Radio 1, «quindi devo ribadire non per puntiglio leghista ma per mio preciso dovere nei confronti dei cittadini italiani che in Italia non si sbarca senza permesso». Nel rispedire al mittente le polemiche di questi giorni Salvini ha chiarito: «Io porto in dote a chi ci ascolta e paga lo stipendio dei ministri perché portino risultati non delle chiacchiere, abbiamo ridotto quest’anno del 92% gli arrivi via mare, abbiamo dimezzato i morti e dei dispersi. Evidentemente la politica seria, rigorosa ha riportato l’Italia ad essere un paese che difende i suoi confini e le sue regole e ha nei numeri un risultato perché da 7.500 sbarchi siamo a 600 e ripeto il numero dei morti e dei dispersi si è dimezzato. Salviamo vite ed evitiamo problemi e reati in Italia». E ancora sulla vulgata dei profughi: «Chi fugge dalla guerra può essere riconosciuto tale dai luoghi da dove fugge, stiamo lavorando perché la guerra non ci sia. In Italia stanno arrivando con i corridoi umanitari in aereo bambini e disabili. Ribadisco in Italia non si arriva senza permesso». Sulla disponibilità dei porti non si torna indietro: «Ribadisco ancora che i porti italiani sono chiusi. Il ministro dell’Interno, a prescindere da chi lo fa, è l’autorità massima nazionale di pubblica sicurezza, ed è colui che può autorizzare lo sbarco nei porti di Genova, Trieste o nel porto di Catania o altro. Se per interesse nazionale, per difendere la sicurezza di 60 milioni di italiani, il ministro ritiene che non ci sia nessun porto dove far attraccare barchini o barconi, ha l’autorità di deciderlo».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

contatore di accessi