Salvini fa il pompiere: «Niente elezioni». Ma sulla Raggi non fa sconti: «Incapace»

mercoledì 24 aprile 13:40 - di Valerio Falerni

Matteo Salvini si lascia alle spalle le polemiche sul salva-Roma per tornare a presidiare il terreno per lui elettoralmente più redditizio, l’immigrazione. L’occasione gliela offre la riunione su sicurezza, terrorismo ed estremismo islamico seguita da incontro con i giornalisti nella sala stampa del Viminale. L’obiettivo è opporre la forza dei numeri alle geremiadi del suo gemello diverso Luigi Di Maio, sempre più sfiancato dal corpo a corpo intrapreso con il leader leghista sul caso Siri. Obiettivo centrato sin dall’esordio: «Dal 1 gennaio al 21 aprile 2018 ammontavano a 7.610 gli sbarchi di migranti mentre nello stesso periodo del 2019 ne sono stati registrati 648. Le espulsioni nel 2019 sono state 2.021, il triplo degli sbarcati».

Conferenza stampa di Salvini al Viminale

Com’era però prevedibile, più che sull’inventario dei barconi, l’attenzione dei giornalisti era tutta puntata sugli sbrindellati rapporti all’interno della maggioranza. L’escalation della tensione delle ultime ore culminata nella quasi-rissa nel Consiglio dei ministri, con  Salvini e Di Maio che si cantavano le corna su Siri e sulla Raggi e con il premier Conte sempre più  vaso di coccio tra vasi di ferro, non ha però varcato la soglia del Viminale. «Non ho nessuna fretta di mandare al voto gli italiani che hanno invece bisogno di stabilità», ha risposto Salvini a chi gli chiedeva lumi sulla salute del governo. L’unica punta polemica l’ha riservata ancora al salva-Roma, la misura contenuta nel decreto-crescita e che nelle intenzioni di Di Maio dovrebbe spianare i debiti dell’amministrazione Raggi. Peccato per lui, però, che il Cdm di ieri, su proposta proprio della Lega e con l’accordo di Conte, abbia stralciato i commi 2,3,4,5,6, cioè proprio quelli che interessavano la sindaca grillina della Capitale. «Lega soddisfatta. I debiti della Raggi non saranno pagati da tutti gli italiani ma restano in carico al sindaco», ha cantato vittoria Salvini.

Sullo stralcio del salva-Roma: «Vittoria della Lega»

C’è anche il tempo per un’incursione nella scuola, da sempre terreno di caccia esclusivo della sinistra e perciò esposto alla concorrenza elettorale del M5S. Salvini, infatti, si è detto «molto soddisfatto» per l’accordo con i sindacati della scuola: «Arrivano le assunzioni per i precari storici e bene la firma alla proposta della Lega sul reclutamento degli insegnanti. Successo di tutti la revoca dello sciopero del 17 maggio! Dalle parole ai fatti, altra promessa mantenuta».

 

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