Salva-Roma, Salvini insiste: «Per tutti o nessuno». Meloni: «Basta liti, noi pronti a votare il decreto»

martedì 23 aprile 11:12 - di Redazione

Continua la guerra fredda tra Lega e 5Stelle sul Salva-Roma a poche ore dal Consiglio dei ministri, chiamato oggi alle 18  a dare il via libera al decreto crescita. Niente soldi per salvare il bilancio disastroso della Capitale, “per tutti o nessuno” continua a dire Matteo Salvini, che è deciso a mettersi di traverso e giura che non si tratta di una vendetta per il caso Siri. «Regali a qualcuno non ne facciamo. Non ci può essere un intervento salva-Raggi quando ci sono tanti comuni italiani in difficoltà e che hanno bisogno. O si aiutano tutti oppure non ci sono cittadini di serie A o di serie B, così come non ci sono sindaci di Serie A e di Serie B», insiste il ministro dell’Interno riaccendendo la miccia mentre i grillini denunciano la “rappresaglia” del vicepremier leghista. A poche settimane dalle europee il braccio di ferro ha i connotati di uno scontro tutto elettorale con la Lega che punta ad un’intesa immediata che riguardi tutti i Comuni e il M5S che già da giorni ha aperto a una simile soluzione ma non subito, piuttosto in fase di conversione del provvedimento.

Salva-Roma, FdI: Basta liti sulla pelle dei romani

Fratelli d’Italia punta l’indice sulle continue schermaglie dentro il governo «sulla pelle dei cittadini» e sull’atteggiamento ondivago (irresponsabile) di Salvini. «Aspetto di leggere le norme perché con questo governo non si sa mai – dice Giorgia Meloni ospite di Non Stop News – se si tratta, come affermano fonti governative, di spostare la gestione del debito della Capitale dal governo al Comune, consentendo così al Comune di rinegoziare gli interessi con le banche, davvero non capisco come si faccia a votare contro. Se è questa la norma, annuncio il voto di Fratelli d’Italia. Il governo trovi altro su cui litigare piuttosto che farsi delle ripicche sulla pelle dei romani». Parole che non sono certamente una difesa della sindaca, chiarisce la leader di FdI. «La Raggi è un sindaco incapace ma non c’entra niente con i bisogni di Roma, che è la Capitale d’Italia e tutte le Nazioni investono nelle loro capitali con strumenti, risorse, poteri straordinari. Ho apprezzato tantissimo che Salvini in questi anni abbia lavorato per trasformare un movimento secessionista in un partito nazionale, però poi questo cambio va dimostrato con i fatti e questa per la Lega può essere l’occasione».

Rampelli: Salvini esibisce la sua anti-romanità

Molto duro il commento di Fabio Rampelli per il quale Salvini getta la maschera e torna a esibire la sua anti romanità. «La Capitale di una nazione non è come gli altri pur adorabili comuni, che possono trarre beneficio anche dalla sua magnificenza. Ogni nazione investe decine di miliardi per averla moderna, pulita, efficiente, attrattiva e trasferisce beni, risorse e poteri anche per svilupparne al meglio le potenzialità economiche che possono determinare una quota parte di crescita per l’intero territorio», sottolinea il vicepresidente della Camera. «Per Salvini esiste solo il Nord, ormai torna chiaro. La sua dichiarazione di ieri non può considerarsi una battuta estemporanea, visto che è la ripetizione di un concetto già espresso giorni fa e, quindi, il mio non è un pregiudizio contro il padano. Se a questo spirito anti romano s’aggiunge il tentativo di imporre con la forza i nuovi poteri alle regioni del Nord il dado è tratto. L’ampolla con dentro l’acqua del “Dio Po” è stata dissotterrata».

 

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