Rumeno maltratta e violenta per mesi la ex compagna, che riesce a denunciarlo: arrestato

sabato 6 aprile 15:54 - di Redazione

La Polizia di Stato di Latina continua nell’attività di contrasto alle manifestazioni di violenza contro le donne. Gli investigatori del Commissariato di Gaeta, a seguito di denuncia sporta da una donna straniera di nazionalità romena, residente da anni in quel comune insieme alla figlia minore, hanno avviato le indagini tese al rintraccio dell’ex compagno, suo connazionale, D.I.V., ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale posta in essere anche in presenza di minori. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per i suoi crimini contro la persona e il patrimonio, dopo una brevissima convivenza con la connazionale, poneva nei suoi confronti numerose azioni vessatorie sia morali che fisiche anche in presenza della figlia minore. Per futili motivi e banale discordanze domestiche la vittima subiva violente percosse dall’uomo, che le strappava i vestiti e le rompeva anche i telefonini, impedendole di contattare chiunque o di uscire di casa. Ogni giorno la picchiava, minacciandola e intimandole di non denunciarlo; togliendole persino i documenti d’identità per impedirle di andarsene. Dopo che la donna, pur di sottrarsi alle angherie subite, aveva trovato un’altra sistemazione abitativa, era stata costretta, mediante minacce di morte privandola dell’indipendenza economica, che tuttavia riusciva a ricuperare per i suoi servizi di donna delle pulizie, a dover necessariamente continuare la convivenza. L’evidente stato di prostrazione psicologica e fisica della donna era motivo di ulteriore brutalità posta in essere dal suo aguzzino che con forza, in più occasioni, tra le mura domestiche, sfogava sessualmente i suoi istinti, costringendola ad avere rapporti. La donna, proprio in conseguenza delle violenze subite, necessitava di più ingressi ospedalieri nei nosocomi di Formia e Gaeta, ma questo poteva avvenire solo se accompagnata dall’uomo, timoroso che il personale sanitario potesse essere messo al corrente delle violenze perpetrate e denunciare l’accaduto. L’escalation delle condotte violente, unita alla volontà di salvaguardare la propria incolumità e, soprattutto quella della figlia minore, faceva sì che la donna, finalmente si ribellasse alle violenze subite, spostandosi in un’altra abitazione più idonea, per poi denunciare l’inferno subìto. L’autorità giudiziaria di Cassino, esaminato il carteggio investigativo prodotto, ha emesso nei confronti dell’indagato mandato di arresto per il rumeno che frattanto si era reso irreperibile. Le ricerche hanno consentito il rintraccio dello straniero nella città di Torino, luogo ove aveva trovato ospitalità con la speranza di sottrarsi alla giustizia.

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