Rito abbreviato addio, Molteni: «Risultato storico. Chi uccide sconta l’ergastolo senza sconti»

mercoledì 3 aprile 10:50 - di Antonella Ambrosioni

«Un risultato storico». Niente più rito abbreviato e sconti di pena per i reati puniti con l’ergastolo. Finalmente. Il sottosegretario al ministero dell’Interno Nicola Molteni, che già dalla scorsa legislatura si batte per questo principio, definisce così l‘ok in Senato – con 168 voti favorevoli (Lega, FdI, M5S, Leu) 48 contrari (Pd, FI) e 43 astenuti – alla riforma del Codice penale che prevede l’esclusione dal ‘rito abbreviato’ di chi abbia commesso reati molto gravi punibili con la detenzione a vita.

Nicola Molteni, si tratta di un provvedimento lungamente atteso: certe sentenze  gridano vendetta. Cosa cambia ora?

«Niente più sconti e “premi”. Si tratta di un battaglia di civiltà e di giustizia che risponde al principio della certezza della pena. Era inaudito che per reati gravissimi per i quali il codice prevede la detenzione a vita, dei criminali incalliti potessero sostanzialmente saltare il processo e avere un “premio”, ossia lo  “sconto” di un terzo della pena».

Non può neanche immaginare quanto sconcerto abbia provocato l’applicazione di pene notevolmente ridotte, grazie al rito abbreviato, a delitti efferati che hanno sconvolto l’opinione pubblica: quali sono i reati di cui parla il nuovo testo?

Omicidio aggravato, omicidio preterintenzionale, casi di strage, casi di violenza sessuale culminati con la morte della vittima, femminicidi. Casi che gridano vendetta. Ci stiamo battendo da anni per abolire in questi casi il rito abbreviato: abbiamo ascoltato le persone e le famiglie colpite da tragedie inaudite in questi anni e “offese” da sentenze che in molti casi arrivavano a 15-16 anni di pena, che poi si riducevano ulteriormente a circa 8 anni. Ora non sarà più così.

Vi accuseranno di “populismo giudiziario”. Il Pd ha votato contro, non ci vuole stare?

Bella domanda. La sinistra dovrà spiegare il motivo del suo no agli elettori, agli italiani. Noi abbiamo dato una risposta forte sotto il profilo della sicurezza, della certezza della pena e del rispetto per le persone dimenticate: le vittime e le loro famiglie. L’eliminazione di quello che si configurava come un “premio” e l’accesso a un sostanziale “rito alternativo”. Se la critica avanzata che l’opzione del giudizio abbreviato trovava motivazione nel risparmio di tempi e risorse impiegati per il processo, la stessa ratio non risulta accettabile per questi reati molto gravi  che creano un grave allarme sociale.  Ecco, il Pd provi a spiegare il suo voto contrario.

Sicurezza e giustizia: avete realizzato una “doppietta” importante in quest’ultima settimana: è soddisfatto?

Sono molto soddisfatto per le risposte concrete che stiamo dando gli italiani che chiedono giustizia e sicurezza.  Prima con la legge sulla legittima difesa, ora con l’abolizione del rito abbreviato. Noi siamo e rimaniamo garantisti fino in fondo e non verranno meno le garanzie giudiziarie: ma chi commette un reato di particolare efferatezza o che crea pericolo alla collettività o al paese non può godere di sconti di pena. Noi stiamo dalla parte delle vittime e delle loro famiglie, delle persone perbene.

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