“Repubblica” svela: in Libia c’è lo zampino di Parigi. Meloni al Pd: «Ora che dite su Macron?»

venerdì 12 aprile 12:13 - di Giovanna Taormina

«Sulla Libia temo che l’Italia sia rimasta un po’ indietro e che abbia consentito alla Francia le sue
scorribande, a dispetto della comunità internazionale. Credo che l’Italia avrebbe dovuto muoversi molto prima e molto meglio». Lo ha detto in un’intervista a Radio Rai 1 Giorgia Meloni sull’informativa del premier Conte alla Camera sulla Libia. La presidente di Fratelli d’Italia ha anche pubblicato un post sulla sua pagina Facebook con il quale riprende il titolo pubblicato in prima pagina da Repubblica sulla crisi libica Gli emissari di Haftar sono andati a Parigi per avere il consenso all’assalto finale. Scrive Giorgia Meloni: «Anche questa volta i parlamentari del Pd scriveranno a Macron per chiedere scusa? Fabio Fazio dirà che Parigi è anche la capitale della Libia? O adesso che anche Repubblica sbatte in prima pagina l’inaccettabile comportamento francese in Libia, la sinistra italiana avrà un sussulto di dignità?».  Si legge su Repubblica che nella crisi libica ci sono voli che indicano percorsi di pace e altri che puntano dritti verso la guerra. Lunedì scorso un jet Falcon ha trasportato a Roma gli inviati del generale Haftar per discutere con il premier Conte di una possibile tregua nei combattimenti. Lo stesso velivolo invece quattro giorni prima ha accompagnato a Parigi una delegazione molto più bellicosa. Grazie ai tracciati di Flightradar, il sito che monitora il traffico aereo, Repubblica è riuscita a ricostruire il viaggio che a poche ore dall’offensiva, il figlio del generale libico ha fatto in Francia per chiedere sostegno.

Libia, Salvini: «C’è qualcuno che gioca alla guerra»

Sulla crisi libica è intervenuto anche  Matteo Salvini. «Io personalmente con altri colleghi stiamo cercando di puntare alla pace e al dialogo parlando con tutti. Qualcuno temo, per interessi economici e per egoismi nazionali, stia giocando alla guerra che è un gioco molto molto pericoloso». Intervistato da giornale Radio Rai, alla domanda se si riferisse alla Francia il ministro dell’interno ha risposto: «Mi sembra evidente che chi ha interesse a destabilizzare l’area e l’ha già fatto negli anni passati per interessi economici e non per i diritti umani sia chiaramente oltreconfine».

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