Ranieri aspetta il Cagliari e sogna. Il sor Claudio sotto sotto spera che…

giovedì 25 aprile 20:13 - di Francesco Certo

Il Cagliari – prossimo avversario nell’Olimpico giallorosso – passa quasi sotto silenzio. C’è sì il riferimento a Pavoletti e al grande finale di stagione dei sardi da parte di Ranieri, ma a Trigoria si parla sostanzialmente d’altro. Imbeccato da una domanda ad hoc, il tecnico giallorosso torna sul suo futuro e ripete puntiglioso: “Io non mi sono mai proposto, non l’ho mai fatto in vita mia. Io mi sento l’allenatore della Roma fino alla fine del campionato, dopodiché Dio vedrà e provvederà”. Non prefigura insomma scenari post 26 maggio il testaccino, ma è la seconda volta che interviene sul tema tanto caro alla piazza: la prima fu per dirsi felice di essere stato inserito nella lista dei candidati a guidare la Roma il prossimo anno. Insomma, Ranieri sotto sotto ci spera eccome. Sa però che l’unica cosa da fare è portare la squadra a quel benedetto quarto posto (che significherebbe Champions League), poi si tireranno le somme e sente che avrà le sue chance da giocare.

Ranieri “farmacista”

Ranieri di professione farmacista. Anche stavolta non avrà due terzi del centrocampo titolare (Zaniolo e Cristante) e confida nel lavoro di squadra. Quando prese la Roma giurò sulla convivenza Dzeko- Schik; ora le cose sono cambiate: Dzeko sta bene e gioca, viene incontro e fa il bene della squadra; Shik sarà un campione ma chi gioca con Dzeko deve sapere quando inserirsi. Tradotto: Dzeko è il titolare, Schik imparasse i movimenti da fare, che di tempo ne avrà (“Ognuno ha i suoi tempi di maturazione, osserva Ranieri). Chissà quanto poi visto che la stagione va a concludersi.

La tattica

Farmacista indotto e tecnico per amore e contratto. Poche idee e chiare per Sor Claudio. Il calcio è semplice, avverte Ranieri, tutto dipende dalle qualità e dalle caratteristiche dei tuoi giocatori; alla resa dei conti – puntualizza – sono i calciatori e gli allenatori a renderlo difficile. E’ uno che si adatta Claudio Ranieri. Non professa l’integralismo. ” A me solitamente piace la marcatura a uomo – premette – ma bisogna sempre valutare nella tua squadra quanti sono quelli che si perdono l’uomo e per questo in alcune squadra ho fatto la zona.” Anche il sistema modello Liedholm impone però alcune considerazioni: “La zona va un po’ aiutata perché quando gli altri arrivano da lontano ed in terzo tempo è logico che saltano più di te, quindi bisogna fare prevenzione su questi giocatori che arrivano in corsa”, la chiosa del tecnico. Il Cagliari è in arrivo, Ranieri non guarda oltre. O forse indossa una maschera e sogna un settembre col ponentino romano. Meglio giallorosso.

 

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