Rampelli: “Fratelli d’Italia cresce nei consensi. È premiata la nostra coerenza”

mercoledì 24 aprile 19:02 - di Redazione
Rampelli

«Se a livello regionale l’alleanza con la Lega trova le sue strade naturali, la questione a livello nazionale sta decisamente degenerando». A dirlo il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli nel corso di un’intervista a tutto campo al sito internet Il Sussidiario.

Per l’esponente di FdI «il governo Lega-Cinquestelle sta cannibalizzando quel poco di speranza che restava in Italia». Ecco perché «le europee saranno una cartina di tornasole sulla quale si rifletterà il bilancio politico di questa esperienza che sta arrivando agli sgoccioli tra i due partner di governo».

«Se Forza Italia sta attraversando problemi connessi alla leadership del suo fondatore – osserva l’esponente di Fratelli d’Italia – Salvini sta seriamente compromettendo la possibilità di intercettare il voto moderato, a causa sia delle scelte economiche sbagliate sia per quell’incapacità di capire il valore del dialogo e del confronto che ha nella dottrina sociale della Chiesa i suoi fondamenti irrinunciabili. In questo scenario, gli unici a non tradire gli italiani siamo noi. Fedeli alla nostra linea: economia sociale di mercato, libertà individuale, difesa della famiglia tradizionale, infrastrutture e, sempre, Mezzogiorno nella cornice unitaria».

La battaglia politica di Fratelli d’Italia per il Sud

Altra battaglia cara a Rampelli, quella sul regionalismo differenziato. E il consiglio dei ministri tenuto a Reggio Calabria non lo impressiona. «Per me Palazzo Chigi potrebbe pure trasferirsi a Reggio Calabria o a Palermo. Non è questo il punto. Il punto è che il regionalismo differenziato non può essere attuato come desidera Salvini. Semplice. E su questo c’è un’ampia condivisione di strategia anche con il presidente della Camera, Roberto Fico, con la presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, e con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella».
Perché, prosegue Rampelli, «non si tratta di decentramento, ma di secessione bianca. Il problema nasce dalla riforma del Titolo Quinto, approvata alla fine della XIII legislatura che ha enormemente aumentato i conflitti tra Stato centrale e Regioni. La riforma fu scritta male, e ora si rischia di fare peggio».
Il motivo, spiega Rampelli, è molto semplice. «L’articolo 116 della Costituzione, quello che riconosce la possibilità di attuare il regionalismo differenziato, di fatto sta costituendo – in mano ai leghisti – il grimaldello per sfasciare lo Stato sin dalle fondamenta, perché si consente alle Regioni di avviare procedure senza che il Parlamento sia minimamente coinvolto. In sostanza, ogni Regione può chiedere le competenze che vuole, come fossimo al supermercato».
Capitolo a parte la questione economica e infrastrutturale del Mezzogiorno. Una questione che il vicepresidente della Camera definisce «la madre di tutte le battaglie». «Dove sta questa uguaglianza se un’azienda del Sud per arrivare ad Amburgo non può utilizzare la rete di Alta velocità, se a Matera non arriva un treno decente né un aereo, se per arrivare da Trapani a Messina si viaggia su un solo binario o su un’unica strada dissestata?».

Ecco perché puntare su Fratelli d’Italia. La nostra, spiega Rampelli, «è l’opposizione patriottica. All’inizio avevamo difficoltà a far capire la nostra posizione, perché di fronte a un governo che per metà è costituito da un alleato storico con il quale abbiamo scritto insieme il programma – soprattutto quello economico – è evidente che la nostra non poteva essere un’opposizione pregiudiziale. Le persone hanno capito bene la nostra posizione, tanto che continuiamo a crescere». Avanti tutta in vista dell’appuntamento elettorale di maggio.

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