Quella in Libia non è la nostra guerra: chi scappa non deve venire in Italia

martedì 16 aprile 6:00 - di Redazione

Se qualcuno semina guai in giro per il mondo, a partire dalla Libia, noi dobbiamo metterci la pezza? Ma neanche per idea e se ci fosse un governo degno di questo nome i migranti “libici” li dovrebbe dirottare tutti altrove.

Superficialità grillina

Già, perché se a Tripoli decidono di scannarsi va a finire che dobbiamo essere noi a prenderci cura di chi scappa dal conflitto in corso. E lascia terribilmente stupiti la superficialità con cui i governanti di marca grillina dicono che dobbiamo farci carico di tutti i migranti. Come se fossero tutti libici. Come se avessimo responsabilità nel conflitto. Come se fossimo stati noi a caricare a pallettoni il generale Haftar nella sua corsa armata verso la Capitale libica.

L’altro primattore, Sarraj, per difendersi dall’assalto rivale, spara la cifra di ottocentomila migranti pronti a salpare, terroristi Isis inclusi con tanto di banditi comuni. E dovremo prenderci pure nigeriani, tunisini e chissà quanti altri di passaggio per la Libia? Ma siete fuori di testa?

Fico e Trenta la smettano

Il ministro della difesa Trenta, il presidente della Camera, Fico, mettano a freno la loro demagogica corsa all’accoglienza indiscriminata: perché su una guerra voluta da altri, il primo compito dell’Italia è semmai difendere la sicurezza dei confini e dei suoi cittadini. Non siamo la discarica altrui.

I grillini, adesso, vogliono i porti aperti, e Salvini è costretto a rispondere a muso duro che la competenza è sua. E davvero non si comprende il motivo dell’ostinazione della Trenta, che parla – per dirla con la Meloni – come una rappresentante delle Organizzazioni non governative.

Fingere di non comprendere che il mercato di esseri umani deve essere fermato a tutti i costi è da irresponsabili anche se si sta seduti in Consiglio dei ministri. Semmai ci saremmo finalmente aspettati una riflessione seria sul blocco navale davanti alle coste libiche che Fdi sollecita da mesi. Invece, i ministri di Conte svicolano, non rispondono e quando lo fanno è per dire le solite sciocchezze. Sarebbe “un atto di guerra”, ripetono dimenticando quello che sta accadendo in queste ore.

Perché Conte, Salvini e compagnia non possano fare quello che fu consentito al governo Prodi con l’Albania è davvero un mistero poco glorioso.

E così, nell’ignavia assoluta, rischiamo di doverci caricare in casa nostra, ancora una volta, un mare di immigrati senza poter garantire loro proprio nulla. Ce li porterà qui lo scontro aperto che c’è all’interno del governo. Ma fino a quando sarà sopportabile tutto questo? Ecco, l’Italia deve dire – unitariamente – forte e chiaro che non possiamo essere noi i salvatori del mondo. O meglio dell’Africa. Da noi non può entrare più neanche uno spillo. Mettetevelo bene in testa, perché sembra che ve lo dimentichiate troppo spesso.

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