Povera sinistra, a Torre Maura “usa” un ragazzino. E il padre: «Giù le mani da mio figlio»

venerdì 5 aprile 13:55 - di Giacomo Fabi

Povera sinistra. Costretta a rovistare tra banchi di scuola e campi di calcetto per trovare il leader di domani accontentandosi, per ora, di quello che ha appena passato il convento delle primarie, cioè Zingaretti. Dopo Greta, la ragazzina svedese con le freccine, assurta a novella Giovanna d’Arco in armi contro il surriscaldamento del pianeta e lo scioglimento dei ghiacciai, è ora il turno di Simone, quindicenne romano di Torre Maura salito agli onori del web dopo che è diventato virale un suo faccia a faccia ravvicinato con un dirigente di Casapound sul destino dei 77 rom che la sindaca Raggi vorrebbe deportare in quel quartiere. Tanto è bastato alla sinistra per prenotargli, quando sarà, uno strapuntino nel pantheon che verrà. In altri tempi, ogni qualvolta s’intravedeva una promessa di fenomeno sui campi di calcio, la stampa sportiva si chiedeva se mai fosse nato «il nuovo Pelè». Oggi invece tocca alla sinistra ispirare l’attesa messianica del qualcuno che verrà «a miracolo mostrare» e, quel che più conta, a trovare il sistema per invertire la china nei consensi e risalire la corrente. I giovani, si sa, incarnano la speranza. Ma correre ad arruolarli per spedirli in prima fila è indizio di disperazione. Anche perché il rischio strumentalizzazione è sempre dietro l’angolo e passare per pedofili politici davvero non fa figo. Soprattutto se a dare l’allarme sono i genitori. Esattamente com’è accaduto con Simone, il cui papà Walter, intervistato dal Fatto Quotidiano, ha intimato l’altolà: «Fiero di mio figlio, ma non diventi l’eroe della sinistra». Parole che rimbombano come un ceffone. Assestato in pieno volto a quanti già pensavano di fare del pischello di Torre Maura una sorta di Nelson Mandela de noantri. Il padre, invece, ha riportato tutti alla realtà: «Simone non va strumentalizzato». Sacrosanto. Tanto più da chi ne vuol fare un idolo dell’antirazzismo da contrapporre ai razzisti di Torre Maura. Il solito riflesso della sinistra per continuare a tenere gli occhi chiusi sulle proprie pesantissime responsabilità in tema di immigrazione. Il suo problema, però, è che li hanno aperti gli italiani. E già da tempo.

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