Please, lasciate in pace il Comandante Mussolini (Caio Giulio Cesare)…

mercoledì 10 aprile 6:00 - di Francesco Storace

Diventeranno pazzi. Appena hanno saputo che c’è un nuovo Mussolini in lista sono usciti di testa. Poi hanno scoperto che ha due lauree. E, terribile, parla fluentemente tre lingue.
Sono disperati a sinistra, e hanno trovato un nuovo nemico. Si chiama Caio Giulio Cesare Mussolini e si candida con Fratelli d’Italia nella circoscrizione sud alle europee. Temono un’ondata di “scrivi Mussolini” e tempestano i social per stimolare quell’odio che è la loro caratteristica principale.
Ma hanno trovato un osso duro, difficile da sbeffeggiare. Caio Giulio Cesare, un nome da delizia imperiale romana, ha un curriculum d’eccellenza.
Orrore, lavora. Comandante della Marina prima, manager di Finmeccanica poi. Dalle loro parti, difficile trovarne.
Giorgia Meloni lo candida nel nome della coerenza che Fratelli d’Italia vuole rappresentare nella sfida europea. Quella modernizzazione che caratterizzò l’Italia fra le due guerre. E quella fotografia che ha ritratto la leader di Fdi con Caio Mussolini davanti al palazzo della civiltà del Lavoro è perfetta. Magari si riuscisse a farne tante altre su quanto simboleggia un’epoca.

Può diventare un esempio

Sicuramente è un cognome che pesa. Se fosse indifferente per il popolo, probabilmente non ci sarebbe l’attenzione – unita a diverse villanie da querela – che si riscontra anche nella stampa. Perché è una persona seria. Figlio di Guido Mussolini e bisnipote del Duce, Caio Giulio Cesare non è mai stato funzionario di partito, non ha vitalizi in banca, non riscuote la pensione della legge Mosca.
Tutto questo lo fa diventare terribilmente insopportabile. Perché può diventare un esempio.
Ed è perfettamente inutile il giochino di certa stampa: è fascista o postfascista? Semplicemente, si tratta di una persona normale con un cognome che normale non è. E che pretende rispetto per la storia della sua Nazione e, se è ancora concesso, per la sua famiglia. Si candida in Europa non per restaurare il fascismo, ma per portare più Italia laddove ce n’è sempre di meno. “Pensiero unico, immigrazione incontrollata, pochi grandi gruppi finanziari che controllano tutto,  l’integralismo islamico“: in un’intervista ha indicato questi come i suoi nemici. Sono anche i nostri nemici.

Serra, la sinistra che ignora…

Con quel cognome, semmai, sarà più facile parlarne e mettere a nudo le responsabilità della sinistra più irresponsabile del mondo nella sottovalutazione dei pericoli che corriamo. Non è casuale l’attacco che ieri gli ha riservato Michele Serra su Repubblica, che per lui avrebbe preferito un futuro da gelataio a Guidonia. Mostrando così – come gli ha ricordato Caio Giulio Cesare Mussolini – di non rispettare né i gelatai, né di conoscere la storia. Guidonia fu città di Fondazione. Serra non lo sa e scrive a casaccio.
Saranno gli elettori delle sei regioni meridionali a decidere se farsi rappresentare da lui o no, e non quelli come Michele Serra. In una circoscrizione così vasta, gli sarà ben difficile andare dappertutto. Ma basterà sapere della sua presenza in lista per farlo sostenere: ed è proprio quello che certa sinistra teme. Altrimenti, a che servirebbe attaccarlo a testa bassa?
A proposito: ne parlano anche testate internazionali. Ecco, lasciatelo in pace. Please. Demonizzarlo non vi conviene.

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