Pamela, la nuova perizia non serve: «Fu uccisa a coltellate, Oseghale brutale»

mercoledì 24 aprile 11:49 - di Massimo Baiocchi
Pamela

Non si farà la nuova perizia chiesta dalla difesa di Innocent Oseghale, imputato nel processo per la morte di Pamela Mastropietro, la ragazza romana fatta a pezzi a Macerata il 30 gennaio dello scorso anno. Lo ha deciso la Corte di Assise di Macerata nel corso dell’udienza. Gli avvocati del nigeriano, Simone Matraxia e Umberto Gramenzi, avevano chiesto di disporre la nuova perizia per maggiori accertamenti sui campioni relativi alle ferite riscontrate sui resti della giovane e in particolare sulle due lesioni al fegato che secondo l’accusa sono frutto delle coltellate inferte alla ragazza da viva mentre per la difesa non vi è certezza e potrebbero essere anche state fatte post mortem. La Corte si era riservata e ha sciolto la riserva respingendo la richiesta della difesa. La nuova perizia quindi non si farà.

La famiglia di Pamela: non ci sono più dubbi

«Era quello che ci aspettavamo perché secondo noi l’istruttoria dibattimentale era stata più che sufficiente a togliere alcuni dubbi» e «ad escludere la morte di Pamela per overdose, a confermare la morte per le coltellate». Lo ha detto l’avvocato Marco Valerio Verni, legale della famiglia di Pamela Mastropietro, fatta a pezzi a gennaio dello scorso anno a Macerata, al termine dell’udienza davanti alla Corte di Assise della cittadina marchigiana, che oggi ha respinto la richiesta della difesa dell’imputato Innocent Oseghale di effettuare una nuova perizia.  «Noi non ci eravamo opposti» alla eventuale nuova perizia», ha ricordato Verni, «consapevoli della bontà del lavoro peritale svolto» e del fatto che «se la Corte avesse avuto dei dubbi eravamo favorevoli perché se li togliesse. Il presidente della Corte – ha osservato Verni – ha anche affermato che a prescindere dalla richiesta della difesa, la Corte stessa avrebbe potuto disporre una perizia di ufficio: non avendola disposta – ha concluso Verni- riteniamo non abbia dubbi in merito».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza