Orban e la Le Pen non andranno al raduno di Salvini. La Lega: non è una diserzione

giovedì 4 aprile 15:36 - di Alessandra Danieli

Chiama a raccolta i sovranisti europei e il Gruppo di Visegrad in vista del voto di maggio ma dovrà fare a meno di Viktor Orban e Marine Le Pen. Il premier ungherese e la leader del Rassemblement national danno forfait all’incontro in programma lunedì prossimo convocato da Matteo Salvini. Il “no, grazie” di Orban, secondo una fonte vicina al giornale Nepszavam, che non manderà nessun rappresentante del suo partito Fidesz, è frutto di una precisa strategia: non vuole rompere con il Partito popolare europeo, dal quale è stato momentaneamente sospeso, e spera di evitare l’espulsione e spostare verso destra il Ppe all’indomani del voto. Tutto questo nonostante la stessa linea sull’euroscetticismo e sulla politica migratoria.

Assente alla convention milanese anche la leader della destra francese, Marine Le Pen. «È impegnata nella campagna elettorale – spiega il portavoce del partito, Alain Vizier – questo fine settimana sarà in Bretagna, mentre la settimana prossima ha in agenda altri appuntamenti in Francia». Due assenze pesanti anche se, giurano dal Carroccio, non ci sono segnali di rottura. Nell’annunciare un «grande evento a Milano con tutti gli alleati europei della Lega per proporre una riforma dell’Unione», Salvini non aveva fatto i nomi dei partecipanti ma annunciato di avere contatti frequenti con gli amici che «mi telefonano perché vogliono venire in Italia». Anche il Partito della Libertà austriaco (Fpoe) non parteciperà al raduno sovranista: Harald Vilimsky, capolista dei nazionalisti austriaci alle prossime elezioni europee, ha spiegato che a rappresentare a Milano il gruppo dell’Europa delle Nazioni e della Libertà, del quale anche il Fpoe fa parte, sarà lo stesso leader della Lega Salvini.

Se per i grillini l’adunata di Milano si rivelerà un flop, dal Carroccio, che ha annunciato una grande manifestazione unitaria per il  18 maggio, fanno sapere che non c’è alcuna rottura con gli alleati  francesi e ungheresi. Dopo l’8, terminato l’evento dell’Hotel Gallia di Milano, arriveranno tutte le adesioni al manifesto sovranista –a prima firma leghista – che vedrà il sostegno proprio di Marine Le Pen, e poi, a seguire, degli altri partiti europei di destra. Nessuna diserzione, quindi. «Lunedì Matteo Salvini lancerà in conferenza stampa la sua chiamata all’unità di tutti i partiti che vogliono cambiare questa Europa e che oggi sono presenti al Parlamento Ue pur non essendo nel nostro gruppo politico», spiega Marco Zanni, responsabile Esteri della Lega, «nessuna divisione, nessuno sgarbo, ma un primo passo per allargare la nostra famiglia».

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