Omicidio di Alghero, giocavano con una pistola rubata. Forse così è stato ucciso Alberto

sabato 6 aprile 17:31 - di Redazione

Probabilmente giocavano, o provavano, una pistola. Così a due giovanissimi, poco più che adolescenti, è partito per errore il colpo che ha raggiunto Albertino Melone, uccidendolo all’istante. Potrebbe essere questa una delle ipotesi di ricostruzione dell’omicidio di Alberto Melone, barista algherese di 19 anni, ucciso da un colpo di pistola partito dalle mani di Lukas Saba, 18enne, che lo ha colpito mortalmente tra il collo e il torace, ieri sera verso le 21,30 in un appartamento di Piazza del teatro, nella Alghero vecchia.

L’arma del delitto è stata recuperata ed è all’analisi del Ris di Cagliari. Ma il pm Mario Leo e i Carabinieri del Comando Provinciale di Sassari e della Compagnia di Alghero vogliono vederci chiaro.

Perché il presunto assassino, sottoposto a fermo di indiziato di delitto, Lukas Saba, amico della vittima, avrebbe detto agli inquirenti, nell’immediatezza dei fatti, che uno sconosciuto avrebbe bussato alla porta e sparato a bruciapelo ad Alberto? Una scusa, probabilmente banale per coprire il tragico gioco tra amici. Erano presenti infatti altre due persone in quell’appartamento dell’Alguer, al primo piano di Piazza del Teatro, al momento della tragedia.

Tra le carte appare qualche indagine per piccolo spaccio, ma niente di particolare, come accade spesso tra ragazzini che non conoscono le conseguenze dei reati. I ragazzi erano amici e si frequentavano da sempre, e parrebbe non ci sia nessun movente, se non il motivo del gioco, nell’omicidio. Ma resta da chiarire dove hanno trovato e da chi hanno avuto quell’arma. Nei confronti degli altri presenti per ora non è stata formulata alcuna accusa. Ora i Ris avranno anche il compito di scoprire da dove proviene quell’arma e se è stata usata per compiere altri delitti. Lukas Saba, 18enne, una vita cambiata all’improvviso, probabilmente per un gioco andato male, è nel carcere di Sassari Bancali.

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