Omicidio del calciatore: chiesto l’ergastolo per Rullo e sua mamma. «Si credono furbi, ma non lo sono»

lunedì 8 aprile 16:50 - di Monica Pucci

Il pm di Milano Eugenio Fusco ha chiesto la condanna all’ergastolo più 12 mesi di isolamento diurno per Raffaele Rullo e la pena dell’ergastolo più isolamento diurno di 10 mesi per la madre Antonietta Biancaniello accusati dell’omicidio dell’ex calciatore del Brugherio calcio Andrea La Rosa, 35 anni, scomparso il 14 novembre 2017 e ritrovato senza vita un mese dopo. Nella prima parte della lunga requisitoria il pm Maura Ripamonti ha ricostruito tutti i dettagli di un delitto in cui la donna prova a prendersi ogni colpa, una madre che “lo segue in tutte le sue follie, per il figlio è disponibile ad assumersi tutte le responsabilità e lo fa in maniera maldestra”. Un delitto commesso da madre e figlio: «Non c’è nessun’altra persona, sono solo loro due. Le indagini sono state intensissime, quella sera non c’era nessun altro».

L’aggravante dei futili motivi

Agli imputati accusati di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e soppressione di cadavere, i rappresentanti dell’accusa non concedono nessuna attenuante. Un delitto per motivi economici, in cui madre e figlio infieriscono sul cadavere – nel bagagliaio dell’auto della donna fu trovato il bidone con il cadavere di La Rosa e in un garage a Seveso 24 flaconi di acido muriatico che sarebbero serviti per sciogliere il corpo – e in cui c’è una “quantità di prove” che non lascia dubbi, a dire dell’accusa, sulla loro colpevolezza. Rullo “si crede più furbo degli altri e questo è il suo tallone d’Achille, ha commesso degli errori”, spiega il pm Fusco. “Rullo è il classico figlio a cui la madre consente ogni cosa”. Il suo compito, dopo un “delitto atroce” è di “creare delle prove che possano far allontanare i sospetti da lui, ma la verità è una e le sue bugie sono tendenti all’infinito. Non c’è spazio in questo processo a dubbi sull’ascrivibilità dei fatti”, conclude Fusco prima di chiedere il massimo della pena.  Una richiesta di condanna a cui la madre della vittima ha reagito scoppiando in lacrime.

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