Niente più abbattimenti ma prevenzione: il governo vara il nuovo Piano del Lupo

martedì 2 aprile 14:40 - di Redazione

Il ministero dell’Ambiente ha elaborato il nuovo Piano di conservazione e gestione del Lupo in Italia, che sostituisce quello del 2002, dopo un processo di consultazione di Regioni, Province Autonome, Ispra e portatori di interesse. La redazione e condivisione è stato un processo lungo e complesso e nei giorni scorsi il piano è stato trasmesso per l’approvazione della Conferenza Stato-Regioni. Il piano prevede 22 azioni che a partire da una rigorosa analisi tecnico-scientifica mirano alla conservazione e alla risoluzione sostenibile dei conflitti con le attività antropiche. Anche la Commissione europea ha espresso apprezzamento per il documento. ”Serve una prevenzione attiva e diversificata dei possibili conflitti, per questo abbiamo previsto, tra le altre novità, azioni specifiche di prevenzione con interventi sperimentali che interessino specifici ambiti territoriali, anche ristretti, che vivono problematiche uniche” afferma Sergio Costa, ministro dell’Ambiente. ”Con questo piano ribadiamo che non servono gli abbattimenti, ma una strategia, che abbiamo delineato in 22 azioni. Questo non toglie che occorra un continuo aggiornamento delle linee guida del Piano e che altre iniziative verranno prese anche parallelamente, in sinergia col Piano”. L’Italia ospita un patrimonio di lupi ragguardevole, circa il 9-10% della consistenza del lupo a livello europeo (tolta la Russia) e il 17-18% a livello comunitario. Il nuovo Piano Lupo rafforza l’impegno del ministero a sostenere a livello nazionale il monitoraggio di questo animale attraverso il supporto tecnico di Ispra per avere dati sempre più affidabili. La conservazione del lupo rappresenta una parte importante dello sforzo che deve essere messo in atto per mantenere la biodiversità ed assicurare la funzionalità degli ecosistemi presenti nel nostro Paese. ”Occorre conoscere con la maggiore precisione possibile quanti lupi abbiamo in Italia, perché spesso si grida al lupo, al lupo ma si tratta di ibridi o di cani vaganti” spiega Costa. Il lupo è una specie protetta dalla normativa comunitaria e da convenzioni internazionali ed è anche molto studiato, in Italia è stato oggetto dello svolgimento di 18 progetti cofinanziati dalla Commissione Europea, alcuni dei quali attualmente in corso. Tra le altre novità del nuovo Piano: l’attualizzazione dei dati sulla distribuzione e consistenza del lupo sulle Alpi; l’eliminazione di un’azione specifica dedicata alle deroghe in quanto la materia è già regolata dalla normativa vigente; un rafforzamento delle indicazioni per Ministeri e Regioni per la definizione di documenti, l’inserimento fra i temi oggetto di informazione e comunicazione dell’impatto dei cani vaganti e degli ibridi lupo-cane sulla conservazione della specie.

Di segno opposto le reazioni degli addetti ai lavori: salviamo le migliaia di pecore e capre sbranate, mucche sgozzate e asinelli uccisi lungo tutta la Penisola dove la presenza si è moltiplicata negli ultimi anni con stragi negli allevamenti. È quanto afferma la Coldiretti in riferimento al Piano Lupo che rappresenta un passo in avanti per cercare di ripristinare una situazione di equilibrio. Serve – spiega la Coldiretti – la stessa responsabilità nella difesa degli allevamenti e dei pastori e allevatori che con coraggio continuano a presidiare le montagne e a garantire la bellezza del paesaggio. Non si possono lasciar morire pecore e vitelli e costringere alla fuga migliaia di famiglie che da generazioni popolano le montagne, ma anche i tanti giovani che faticosamente sono tornati per ripristinare la biodiversità perduta con il recupero delle storiche razze italiane. La presenza di branchi di lupi sta scoraggiando in molte aree l’attività di allevamento mettendo a rischio anche il tradizionale trasferimento degli animali in alpeggio che, oltre ad essere una risorsa fondamentale per l’economia montana, rappresenta anche – sottolinea la Coldiretti – un modo per valorizzare il territorio e le tradizioni culturali che lo caratterizzano. Senza i pascoli – sostiene la Coldiretti – le montagne muoiono, l’ambiente si degrada e frane e alluvioni minacciano le città. Ci aspettiamo – conclude la Coldiretti – un impegno concreto per tutelare un bene comune con un sostegno pubblico a sistemi di difesa appropriati e un rapido ed adeguato rimborso dei danni, senza se e senza ma. Soddisfazione invece della Lav: “Con il nuovo Piano di conservazione e gestione del lupo vengono definitivamente cancellate le uccisioni previste sia per i lupi che per gli ibridi e i cani vaganti, previste nelle diverse versioni presentate dal precedente ministro Galletti fra il 2015 e il 2017”. Così Massimo Vitturi, responsabile Lav Animali Selvatici, commenta il nuovo Piano del Lupo. Ora, aggiunge, Vitturi, “ci auguriamo che le Regioni favorevoli all’uccisione dei lupi, Toscana in testa con le Province Autonome di Trento e Bolzano, si mettano a lavorare seriamente per seguire le istruzioni di un Piano che prevede esclusivamente azioni di prevenzione non cruente, a tutela del Lupo e delle attività umane che si svolgono sul suo territorio”. Secondo Vitturi “fondamentale ora è il rafforzamento delle azioni di prevenzione e repressione del bracconaggio”.

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