Nel mondo un cristiano su sette è perseguitato: in 38 Paesi rischia grosso chi prega Gesù

lunedì 22 aprile 10:11 - di Redazione

La Pasqua di sangue nello Sri Lanka riaccende i riflettori sulle persecuzioni subite nel mondo da circa 300 milioni di cristiani. Un tema trascurato dai media, concentrati su altre discriminazioni e su altre “fobie”. Eppure nel mondo un cristiano su 7 vive in Paesi dove c’è persecuzione religiosa anti-cristiana. E’ la fotografia scattata dall’ultimo rapporto di Aiuto alla Chiesa che Soffre. E un recente report di Open Doors ha segnalato come nella triste classifica ci sia anche lo Sri Lanka teatro di atti di intolleranza alimentati dal fondamentalismo di matrice buddhista.

Il Rapporto illustra anche le lesioni alla libertà religiosa di gruppi religiosi diversi dal cristianesimo, portate avanti da governi e da minoranze fanatiche. Nel periodo analizzato – giugno 2016/giugno 2018 – il rapporto di Acs ha evidenziato un aumento delle violazioni della libertà religiosa in molti Stati: 38 i Paesi identificati come teatro di ‘gravi o estreme violazioni’.

I 21 Paesi dove i cristiani vengono perseguitati

Tra questi, 21 vengono classificati come Paesi di persecuzione: Afghanistan, Arabia Saudita, Bangladesh, Birmania, Cina, Corea del Nord, Eritrea, India, Indonesia, Iraq, Libia, Niger, Nigeria, Pakistan, Palestina, Siria, Somalia, Sudan, Turkmenistan, Uzbekistan e Yemen. Sono invece luoghi di discriminazione gli altri 17: Algeria, Azerbaigian, Bhutan, Brunei, Egitto, Federazione Russa, Iran, Kazakistan, Kirghizistan, Laos, Maldive, Mauritania, Qatar, Tagikistan, Turchia, Ucraina e Vietnam. In 17 di questi 38 Stati la situazione è peggiorata.

Tra le tendenze più preoccupanti fotografate dal report, l’emergere di un ultra-nazionalismo che ritiene le minoranze confessionali una minaccia per lo Stato. Il fenomeno è presente soprattutto in India, Cina, Corea del Nord, Pakistan, Myanmar. In India, in base allo studio di Acs, tra il 2016 e il 2017 gli attacchi anticristiani, principalmente da parte di gruppi estremisti indù, sono quasi raddoppiati, raggiungendo quota 736.

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