Michele Santoro: «Non paragonate Salvini a Mussolini». Il Duce era molto meglio…

sabato 27 aprile 13:04 - di Sveva Ferri

Berlusconi è un «uomo di straordinaria intelligenza»; Zingaretti non vede i cambiamenti; Salvini non va paragonato a Mussolini, che «non ha costruito muri, ma colonie». Michele Santoro torna a parlare dopo un lungo silenzio e, delineando i propri piani per il futuro, si diletta in un’analisi sull’attualità politica, che passa principalmente per il profilo dei suoi protagonisti. «Ho sfaccettature complicate», chiarisce il giornalista, mentre in una lunga intervista al Corriere della Sera assesta colpi a destra e a manca, dando qualche giudizio sorprendente e annunciando di volersi buttare in un’impresa editoriale tutta sua, benché legata a una testata storica: l’Unità. «Ho presentato un’offerta al proprietario, il costruttore Massimo Pessina», rivela.

Il vuoto di proposte del Pd

Il sogno di tornare in Rai, «la casa dove sono nato», per ora sembra accantonato a vantaggio del web. «Mi limito a gestire il mio sito, un laboratorio che sonda gli umori della rete e produce contenuti», spiega Santoro, precisando che sarà così «finché potrò permettermelo». E proprio il potere della rete è lo spunto per attaccare la sinistra sul suo fianco più scoperto: «La sinistra che predica di riconnettersi alla realtà, ai poveri e alle periferie non tiene conto di questa rottura», dice, parlando dei cambiamenti imposti dal web. «C’è un vuoto di proposte. Il Pd non analizza i mutamenti sociali provocati dalla rete. Resta affezionato al welfare verticale, dal centro alla periferia», è la risposta al cronista che gli chiede se Nicola Zingaretti sbagli a ripartire dallo ius soli, mentre su un ipotetico governo M5S-Pd, chiarisce che «di notte non sogno l’incontro Di Maio-Zingaretti», pur aggiungendo che «non andrei a dire in giro che i 5 Stelle sono uguali alla Lega». «Palmiro Togliatti avrebbe osservato che è il modo migliore per rafforzare l’attuale governo», commenta, sottolineando però che i grillini «ragionano per insulti, non su quello che dici. Gli argomenti complessi li disorientano». E se Berlusconi era «la tv che si fa partito», «il fenomeno Grillo è la Rete che si fa partito. E i partiti – è la domanda di Santoro – che cavolo facevano nel frattempo?».

Salvini? «Paragonarlo al Duce è inopportuno»

Quanto a Salvini, poi, per il giornalista, «paragonarlo a Benito Mussolini è del tutto inopportuno». «Il Duce ha cercato in Africa lo “spazio vitale”. Non ha costruito muri, ma colonie. Questo qui ci fa perdere tempo a parlare di barconi mentre la Libia è in guerra. Intanto arriva la Cina che investe 40 miliardi nel Continente Nero. Salvini insegue solo i più beceri che gli danno ragione sui social. Sarò pazzo ma vorrei un leader che indicasse una prospettiva», sostiene Santoro, che alla richiesta di dare una definizione di Berlusconi risponde: «Uomo di straordinaria intelligenza, che nel 1994 fu capace come nessun altro d’intuire una svolta epocale». Solo che «aveva promosso la rivoluzione liberale e invece è stato ingoiato dalla burocrazia immobile». «La stessa fine che farà Grillo», è il pronostico di Santoro.

Sul Cav Santoro ammette di aver sbagliato

Infine, una confessione inedita, sempre legata al Cav: il giornalista ammette di aver sbagliato durante la puntata di Servizio Pubblico su La7 in cui, il 10 gennaio del 2013 fu ospitato Silvio Berlusconi, che prima di accomodarsi pulì la sedia dove era stato seduto Travaglio. «In quella trasmissione con Berlusconi e Travaglio, assunsi una posizione sbagliata. Accettai che salisse la temperatura, come se il duello non mi riguardasse. Rinunciai a fare il mio lavoro. Uno skipper non abbandona mai la barca», ammette Santoro, rivelando anche che «poco prima, in una pausa pubblicitaria, il Cavaliere mi aveva detto: “Michele, ma come ci stiamo divertendo!».

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