Messa per Teodoro Buontempo in uno dei luoghi che vide le sue memorabili battaglie sociali

martedì 23 aprile 19:52 - di Antonio Pannullo

Il 24 aprile del 2013 ci lasciava prematuramente Teodoro Buontempo, protagonista indiscusso della destra italiana per decenni. Giornalista, uomo politico, parlamentare, ma soprattutto militante instancabile al fianco delle fasce deboli della popolazione, soprattutto nella Capitale. Non era raro che Buontempo lasciasse le aule istituzionali per recarsi nelle periferie a battersi per i diritti della povera gente, del popolo, di coloro che le istituzioni trascurano e ignorano. Buontempo non li dimenticava, ma li considerava cittadini a tutti gli effetti, come erano, e utilizzava il suo incarico istituzionale per ripristinare diritti troppo spesso denegati dall’alto. La famiglia Buontempo sta effettuando una accurata ricerca per ricostruire tutte le battaglia sociali, oltre che politiche, di Teodoro dagli anni Settanta, ossia da quando giunse a Roma dall’Abruzzo, diventando immediatamente un leader giovanile, partecipando alla fondazione del Fronte della Gioventù, che lui volle nella storica sede di via Sommacampagna 29, che divenne la sua casa a tutti gli effetti, e dove pochi anni dopo realizzò quella che fu una autentica rivoluzione sociale e del costume giovanile, la famosa Radio Alternativa, prima radio libera della destra italiana, che contribuì a diffondere la allora sconosciuta musica alternativa, cioè tutto quel filone davvero underground di musica, canzoni e poesie che cantavano un mondo negletto, emarginato, perseguitato, che era quello del Movimento Sociale Italiano nell’Italia democratica e antifascista, come si diceva allora e si dice ancora oggi. Ma Buontempo, a differenza di molti, con le sinistre sociali cercò sempre un dialogo, un colloquio, perché per lui più che le divisioni politiche erano importanti i diritti della gente. E a fianco della radio e dell’impegno politico, Buontempo si caratterizzò per le sue numerose battaglie sociali nelle borgate, nelle periferie romane, luoghi considerati da sempre santuari esclusivi della sinistra. E fu proprio da allora che il Pci e la sinistra iniziarono a perdere terreno in luoghi che considerava di sua esclusiva proprietà politica, fu proprio Buontempo a dare quel primo colpo di piccone che demolirà negli anni a venire l’egemonia culturale della sinistra in certe zone. E lo fece esclusivamente con la sua forza di volontà, con il suo impegno per il popolo, dimostrando che la destra poteva davvero essere più sociale della sinistra. E per questo Buontempo ebbe sempre seguito da quelle parti, cosa che gli consentì di essere riconfermato per più legislature al parlamento italiano, dopo aver rappresentato i cittadini anche nel consiglio comunale capitolino nonché come assessore alla Casa alla Regione Lazio.

La Santa Messa in suffragio di Teodoro Buontempo avrà luogo il 24 aprile 2019 alle ore 18, presso la Parrocchia di Sant’Alessio in via Valle Castellana, 4 (Tiburtina, Case Rosse). Lo rende noto la famiglia, aggiungendo che “in occasione del 6° anniversario della sua scomparsa abbiamo voluto continuare come famiglia il viaggio nei territori che lo hanno visto protagonista di molte battaglie sempre dalla parte dei più deboli. Per questo motivo quest’anno siamo nel quartiere Tiburtino-Case Rosse dove Teodoro Buontempo ha sostenuto con forza le ragioni dei residenti per una qualità di vita migliore”. E riporta alcune dichiarazioni di Buontempo sull’argomento: “Le periferie devono diventare delle città giardino a dimensione umana e con una qualità abitativa accettabile, dotate di servizi pubblici e spazi verdi.” (Ferrara 2010); “Noi siamo dalla parte di chi è più debole e non ha la forza per difendersi”. (Roma 2009).

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