Mdp, tutti in piedi per L’Internazionale. Ma D’Alema imbarazzato guarda a terra (video)

sabato 6 aprile 16:08 - di Federica Parbuoni

Si è aperta sulle note dell’Internazionale l’assemblea nazionale di Articolo 1-Mdp a Bologna. Platea in piedi, diversi pugni chiusi e molte mani battute a segnare il ritmo. Ma a guardare bene il video di Gedi Visual, rilanciato da Repubblica e L’Espresso, sembra di cogliere anche qualche imbarazzo. Nella panoramica della sala, in cui spiccano tanti posti vuoti, si vedono chiaramente braccia incrociate e facce perplesse. Soprattutto, spicca Massimo D’Alema, che quando viene inquadrato è sempre in piedi con le mani dietro la schiena, salvo quando sul finire, proprio mentre sta per scattare l’applauso collettivo, si mette a parlare con il suo vicino. E sì che proprio lui era stato il big più applaudito.

«Con il Pd distanze accorciate, non azzerate»

Oltre a D’Alema, ad affrontare lo spinoso tema del riavvicinamento con il Pd, finalmente liberato da Matteo Renzi, c’erano anche Pierluigi Bersani e Vasco Errani, mentre la relazione d’apertura è stata tenuta dal coordinatore Roberto Speranza. «Rivendico con orgoglio la scelta fatta nel 2017 di dare vita ad Articolo 1. Nessuno vuole tornare indietro. Scrivetelo a caratteri cubitali», ha avvertito Speranza, sostenendo che «con la segreteria Zingaretti le distanze si sono accorciate ma non si sono azzerate, sarebbe sbagliato immaginarlo». «Pur avendo apprezzato il messaggio di riapertura dialogo del segretario del Pd, le differenze restano significative e sono emerse con la presentazione del simbolo per le elezioni europee che ha suscitato tante perplessità in molti di noi», ha proseguito il coordinatore di Mdp, per il quale un accordo con il Pd per le europee è impossibile.

MdP si risparmia lo sforzo delle europee

«Con tutta sincerità devo dire che l’obiettivo di una vera lista del Pse fatta da noi, Psi e Pd non credo che sia alla portata», ha detto Speranza. Dunque, dopo il diniego di +Europa, almeno allo stato attuale, Zingaretti incassa un altro no al suo tentativo di rianimare il Pd allargandone i confini. Ma il neo segretario sembra comunque portare a casa un risultato. «La strada da intraprendere, preso atto della impossibilità di un vero accordo organico, è che potremmo decidere unilateralmente di non dividere la famiglia dei socialisti con la presentazione di un’altra lista, interpretando così la domanda di unità che c’è tra i nostri elettori», ha detto Speranza, chiarendo che «potremmo dare indicazione per la lista che si richiama al Pse verificando alcune candidature su cui esprimere il nostro sostegno». Una soluzione win-win, in cui il Pd può sperare di raccogliere qualche voto che altrimenti sarebbe andato disperso e MdP può risparmiarsi lo sforzo di una campagna elettorale per le europee in cui la soglia di sbarramento sarebbe rimasta un traguardo irraggiungibile.

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