Litigano (su Tria) e poi smentiscono. Quella del governo Conte è una telenovela

giovedì 4 aprile 17:14 - di Il Cavaliere Nero 😎

Ormai siamo alla presa in giro conclamata. Da stamane tutta la politica e i mass media commentano la telefonata di Di Maio a Conte per disfarsi sostanzialmente del ministro dell’economia Tria, ma la “smentita” arriva solo alle cinque della sera.
Sta diventando una pantomima ridicola quella in scena al governo della Nazione. Ogni giorno c’è un motivo di lite. Ma si supera ogni limite quando si tenta di negare l’evidenza a tantissime ore di distanza. Se la telefonata c’è stata lo sanno Di Maio, Conte e le rispettive segreterie. Se premier e vicepremier non si sono parlati al telefono sull’argomento Tria, bastava dirlo stamane. E invece la denuncia della “ricostruzione senza fondamento” del retroscena arriva nel pomeriggio inoltrato. Sono rimbambiti o mentono.

Giorgetti denuncia i dossier grillini

Certo è che non posso farci passare tutti per scemi. La realtà è che nell’esecutivo non si sopportano più, al punto che il sottosegretario Giorgetti parla apertamente di dossier confezionati dai Cinquestelle persino sugli alleati leghisti e le loro scelte.
Un governo non può andare avanti in questa maniera e ormai si aspetta solo la rottura formale, perché quella sostanziale già si vede ad occhio nudo.
Quale paese potrebbe permettersi il fucile puntato ogni giorno contro il proprio ministro dell’economia? Eppure dovrebbero rendersi conto delle conseguenze che possono essere determinate dalla polemica quotidiana.

“Tutta colpa dei sondaggi”

Molti attribuiscono le tensioni – soprattutto in casa grillina – ai sondaggi che vedono il tonfo continuo dei pentastellati. La squadra di governo è sempre più sfilacciata, ma ognuno tenta di far bruciare il cerino in mano altrui.
La grande illusione del cambiamento si spegne nella telenovela a cui ci hanno abituato tanti governi del passato, e quello presieduto da Giuseppe Conte non sembra discostarsene. L’economia va sempre peggio, ogni giorno osservatori internazionali ci prendono di petto e i protagonisti dello sviluppo interno si chiedono quando finirà questo strazio.

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