Libia, sempre più pesante il bilancio degli scontri: 220 morti e oltre 30mila sfollati

sabato 20 aprile 13:15 - di Redazione

Si fa di ora in ora più pesante il bilancio dell’escalation militare in Libia innescata dall’attacco del generale Khalifa Haftar contro il governo guidato da Fayaz al-Serraj, l’unico riconosciuto dall’Onu. Secondo infatti quanto reso noto dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) i numeri relativi alle vittime dei combattimenti parlano di 220 morti e di 1066 feriti, mentre fonti degli uffici per gli Affari umanitari delle Nazioni Unite fanno ammontare a 30.200 il numero degli sfollati. La furia delle mitragliatrici non avrebbe risparmiato né donne né bambini e attacchi indiscriminati sarebbero stati portati contro strutture sanitarie e personale medico. Sono cifre da emergenza umanitaria che, per quanto impressionanti, non hanno finora prodotto alcun risultato circa l’avvio di una tregua tra le parti in conflitto.

I ribelli di Haftar sparano su civili e bambini

Il ruolo dell’Italia, considerata la nazione che meglio conosce la complessità del dossier libico con il suo ginepraio di tribù e di territori rivali, è – al di là delle rassicurazioni ufficiali – è insidiato dalla Francia. Haftar ha le spalle coperte da Parigi, oltre che dal Cairo e da Mosca. L’interesse francese è scalzare via l’Italia dalla sua ex-colonia per fare entrare la Total al posto dell’Eni nella gestione del petrolio. A Francia, Egitto e Russia potrebbero aggiungersi anche gli Stati Uniti . Lunedì scorso Trump ha anche chiamato Haftar, alimentando non poche indiscrezioni circa l’appoggio della Casa Bianca al generale ribelle. Il Pentagono ha smentito a metà: «Una soluzione militare non è quello di cui ha bisogno la Libia», ha infatti risposto il ministro della Difesa, Patrick Shanahan, ai giornalisti che gli chiedevano se gli Usa sostenessero l’avanzata del generale su Tripoli. Ma non sono mancati il riconoscimento del «ruolo del generale Haftar contro il terrorismo» e l’auspicio «del suo sostegno per la costruzione di una stabilità democratica nella regione».

Caio Mussolini: «In Libia l’Italia ha sbagliato tutto»

La posizione americana non è passata inosservata in Italia: «Trump “benedice” Haftar e l’Italia resta in Libia con il cerino in mano», attacca Caio Mussolini, candidato di Fratelli d’Italia alle europee, per poi aggiungere: «Dopo aver ceduto alla Francia il ruolo di attore protagonista nella nostra ex colonia, abbiamo puntato su un cavallo debole e su improbabili quanto ideologiche soluzioni multilaterali, che sono venute subito meno». Per il pronipote del Duce, l’Italia rischia di pagare molto cara «questa linea politica arrendevole e perdente» tracciata dai governi precedenti ma accettata anche da quello in carica. «Mentre Egitto, Francia, Russia e Usa giocano la loro partita nel nostro cortile di casa, l’attendismo imbarazzato di Conte – conclude Caio Mussolini – crea ulteriori danni all’Italia».

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