L’altolà di Centinaio a Conte: «Se rimuovi Siri niente più fiducia. Siamo fedeli ma non stupidi»

venerdì 26 aprile 11:44 - di Adriana De Conto

«Se venisse fatto un decreto per rimuovere il sottosegretario Armando Siri senza l’accordo della forza politica che lo ha espresso la cosa sarebbe molto grave, verrebbe meno la fiducia nei confronti del presidente del Consiglio che decide senza interpellare uno dei due contraenti». Lo ha sibilato  Gian Marco Centinaio, ministro per le Politiche agricole e del turismo, a ’24 Mattino’ su Radio 24. Un altolà. il caso del sottosegretario leghita accusato di corruzione si abbatte come un macigno sull’equilibrio già instabile del governo. Tira una brutta aria.

Centinaio: «Siamo alleati fedeli ma non stupidi»

Rincara la dose Centinaio: «Il presidente Conte non arriva da Marte  ma è stato scelto da Lega e M5S, e di conseguenza sa benissimo come stanno le cose. Noi siamo un alleato fedele ma non stupido, prima di prendere una decisione del genere Conte dovrebbe almeno sentire il segretario della Lega, Matteo Salvini». Messaggio chiaro e netto. Siri non si tocca. Diversamente l’esecutivo sarà a rischio. Da un lato ci sono i 5 Stelle che vanno in pressing per ottenre un passo indietro dal sottosegretario, dall’altro c’è la Lega che lo blinda e che porva a respingere l’ondata di giustizialismo messa in campo dai ministri grillini. La palla ora sta a Conte, tra l’incudine e il martello. Come è possibile governare così, è un mistero gaudioso.

«Così diventa difficile ricucire»

Il ministro delle Politiche agricole e del Turismo è tornato sul tema a Firenze, a margine di un incontro con i rappresentanti delle categorie economiche: «Lo dico ai colleghi 5 Stelle, l’ho detto l’altro giorno anche al presidente Conte: abbassiamo il livello dello scontro. Perché è vera la campagna elettorale, ma è altrettanto vero che dal 27 maggio dobbiamo tornare a governare e se durante questo periodo ci sono attacchi personali diventa difficile ricucire».

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