Ladro ucciso dal gommista, la perizia conferma: altro che eccesso, sparò per legittima difesa

mercoledì 24 aprile 14:43 - di Redazione

Si trattò di legittima difesa. Paride Minervini, l’esperto incaricato dal pm Andrea Claudiani della Procura di Arezzo di condurre gli esami balistici sul caso di Fredy Pacini, che il 28 novembre scorso sparò e uccise il moldavo Vitalie Mircea, 29 anni, il ladro entrato di notte nella sua officina, ha depositato la perizia in tribunale. Il gommista di Monte San Savino (Ar) – anticipa la cronaca locale della Nazione – sembra aver agito nell’ambito della legittima difesa, quella prevista dalla nuova legge, ma pure quella della vecchia norma, che ancora prevedeva un eccesso colposo apparentemente non riscontrabile nella condotta di Pacini.

Nessuna contraddizione nella ricostruzione del gommista: la perizia conferma che fu legittima difesa

Nella relazione di Minervini c’è anche la spiegazione dell’unica incongruenza di questa storia che scosse l’Italia: Fredy Pacini ha detto infatti di aver sparato dall’alto verso il basso, cioè dal soppalco in cui dormiva ormai da anni per far da guardiano alla sua ditta, oggetto di ripetuti furti, verso il piano terra in cui era penetrato il moldavo; invece, secondo quanto stabilito dall’autopsia, il proiettile era penetrato nella coscia dell’intruso dal basso verso l’alto, quasi a contraddire la verità del gommista. Secondo la perizia non c’è alcuna contraddizione. Più semplicemente, il moldavo scivolò sui vetri della porta che aveva appena spaccato e si ritrovò con le gambe al contrario (verso l’alto) proprio mentre veniva raggiunto dal secondo proiettile di Fredy (l’altro l’aveva colpito al ginocchio), quello che gli recise l’arteria femorale.

Ora la parola passa la pm: probabilmente il procedimento andrà verso l’archiviazione

Ora la parola passa al pm Claudiani, che probabilmente avanzerà una richiesta di archiviazione perché in quel che è successo nell’officina di Monte San Savino non ci sarebbe un reato da perseguire. Fino ad allora il gommista resta indagato per eccesso colposo di legittima difesa, ipotesi peraltro sparita dall’ultima versione della legge. Ed è probabile, almeno è quanto ha sempre detto nei lunghi mesi in cui era rimasto in sospeso, che adesso Fredy Pacini voglia farsi interrogare dal pm, rinunciando a quella facoltà di non rispondere cui si era avvalso nell’immediato, quando ancora temeva che una parola di troppo, poi contraddetta dall’esito degli esami tecnici, potesse metterlo nei guai.

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