Elisabetta Gardini dice addio a Forza Italia: «Non condivido più le scelte del partito»

venerdì 12 aprile 15:15 - di Fortunata Cerri

«Lascio Forza Italia. È naturalmente una decisione dolorosa, che ho preso dopo una lunga riflessione e dopo aver constatato che le scelte politiche del partito non sono più quelle che mi avevano spinto ad aderire, a diventare parlamentare europeo e ad accettare di esserne il capo delegazione a Strasburgo. Ringrazio il Presidente Berlusconi per l’affetto e la stima che mi ha sempre dimostrato e che sinceramente ricambio. Ma l’azione politica non poggia sulla mozione degli affetti». Lo afferma Elisabetta Gardini, eurodeputata di Forza Italia, che annuncia la sua uscita dal partito.

Gardini: «FI ha dimenticato la sua missione»

«Assolutamente impossibile – continua – portare un contributo. Non esiste un luogo di confronto. Buttiamo a mare il lavoro di militanti, giovani, amministratori locali, sindaci… Di tutte le persone che potrebbero riallacciare i legami con i nostri territori. Tutto questo ha portato Forza Italia lontano dalla sua missione. Non c’è più coerenza tra la ragione sociale per cui è nata e quello che è diventata». E poi ancora: «Nel mio lavoro di capogruppo al Parlamento Europeo ho cercato di tenere la barra dritta, battendomi per una partecipazione convinta e leale, ma cercando sempre una adesione critica e lucida, mai connivente con persone e forze che all’interno dell’Unione tentassero di subornare e mortificare la forza e il ruolo del nostro Paese, che dell’Unione è un fondatore. Quella linea di azione non c’è più, sostituita da una accettazione acritica e supina di decisioni prese da altri, in altre capitali europee, spesso senza consultare, e addirittura contro, l’Italia. Non ci sto, e con dispiacere ma con altrettanta convinzione vado via».

Commenti

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  • Ben Frank 13 aprile 2019

    Quando la barca affonda… Stiano attenti Salvini e Meloni, a non imbarcare ratti in fuga dai naufragi altrui!

    • Francesco Storace 3 maggio 2019

      La Gardini è persona perbene

  • Giovanni Ceccarelli 13 aprile 2019

    Il 40% degli elettori che non votano, voterebbero in buona parte per la FI del 1994; ma quella del 2019 non le assomiglia; il grande problema è che non c’é un “luogo politico” che cerchi di offrirsi loro. Giovanni Ceccarelli, Roma

    • Francesco Storace 3 maggio 2019

      mica vero

  • ida pellizzola 13 aprile 2019

    Sono vergognosi, questi giornalisti che si sono riuniti come formiche tutti concentrati a odiare gli Italiani come se loro fossero degli estranei, ospitando di tutto e di più basta che siano sulla stessa linea, capisco che la democrazia deve essere pluralista ma questa è solo un vergogna infinita!

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