Inchiesta choc delle Iene sulle Ong in Libia: “Coi nostri soldi finanziamo i lager” (video)

lunedì 29 aprile 20:07 - di Giovanni Pasero

Dove finiscono i nostri soldi dati alle Ong per aiutare i migranti nei campi di detenzione in Libia (dove si continua a vivere come nei lager)? Le Iene hanno approfondito la questione e la scoperta è stata sconvolgente.Come riporta l’inchiesta della trasmissione di Italia Uno, lo Stato finanzia alcune ong per dare un aiuto ai migranti detenuti in Libia: ma i capi libici permettono che gli aiuti arrivino davvero a chi ha bisogno? Nove ragazzi hanno raccontato all’inviato delle Iene di fame, malattie, torture continue.

«Qualche giorno fa un gruppo armato –hanno raccontato a Gaetano Pegoraro – è entrato e ha aperto il fuoco in un centro per migranti in Libia. Mentre nella capitale Tripoli si combattono le due fazioni dominanti. In mezzo ci sono i civili e molti migranti chiusi in centri di detenzione in cui operano ong finanziate dal governo italiano».

La Iena di Italia Uno ha incontrato nove ragazzi che sono stati in questi centri dove non c’era cibo né lo spazio per sedersi, con appena due bagni per 800-900 persone. «Uno di loro racconta di essere stato torturato fino a perdere i sensi, anche con l’elettricità. Raccontano di pestaggi all’ordine del giorno, anche con bastoni e catene. Molti poi finirebbero nelle mani di trafficanti di uomini che chiedono soldi per liberarli. La denuncia della trasmissione Mediaset è drammatica. «Vivono in condizioni così disumane, tanto che proliferano malattie come la scabbia ma anche la tubercolosi».

Le Iene sono andate in Libia due anni dopo

Pegoraro era già stato due anni fa in uno di questi centri e la situazione era già disastrosa, prima degli aiuti delle ong italiane.
«Le ong cosa fanno con i soldi dati dallo Stato italiano per intervenire in aiuto dei migranti? È possibile davvero intervenire in un contesto del genere? Le autorità libiche permettono un’assistenza? Cosa fanno i capi libici dei centri di quanto viene loro consegnato?». Domande che hanno ricevuto risposte inquietanti, che gettano una pesante ombra sull’operato di alcune organizzazioni.

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