Imane Fadil, esami complessi, si allungano i tempi. Scartata l’ipotesi di avvelenamento

martedì 23 aprile 14:41 - di Redazione
imane fadil

Scartata l’ipotesi dell’avvelenamento, considerato che il livello di metalli trovato nel corpo della giovane modella Imane Fadil non sarebbe ritenuto mortale, prende sempre più corpo l’ipotesi che ad uccidere una delle testimoni del processo Ruby sia stata una malattia rara. Ma, al momento, ancora nulla può essere escluso. E, comunque, data la complessità delle analisi, pur affidate a uno dei più celebri nomi dell’anatomia patologica, l’anatomopatologa Cristina Cattaneo, si allungano necessariamente i tempi per scoprire la causa della morte di Imane Fadil.

La Procura di Milano, che sta indagando sulla morte di Imane Fadil, ha concesso altri 90 giorni per concludere gli accertamenti autoptici e depositare una relazione da parte del pool di esperti, guidato proprio dall’anatomopatologa direttrice del Labanof, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Istituto di Medicina Legale e delle Assicurazioni dell’Università di Milano, e che vede, come consulente della famiglia, Michelangelo Casati.

Inizialmente i titolari del fascicolo aperto contro ignoti con l’ipotesi di omicidio volontario, il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e i pm Luca Gaglio e Antonia Pavan, avevano concesso 30 giorni per i risultati sull’autopsia, eseguita lo scorso 26 marzo nell’Istituto di Medicina legale a Milano, ma la complessità delle analisi sta facendo slittare a fine luglio il termine per il deposito della relazione.

Imane Fadil era deceduta lo scorso 1 marzo, dopo un mese di agonia, presso il Policlinico ad alta specializzazione Humanitas di Rozzano, dove era stata ricoverata dopo aver lamentato forti dolori. E, inizialmente, si era parlato di morte da avvelenamento, speculando sul ruolo di Imane Fadil nel processo Ruby ter in corso in questi mesi a Milano e nel quale è imputato Silvio Berlusconi.
La stessa Imane Fadil, parlando con il suo avvocato e con il fratello aveva ipotizzato di essere stata avvelenata.

Ma ora, scartata l’ipotesi dell’avvelenamento aumentano le probabilità che ad uccidere l’ex-modella marocchina sia stata, piuttosto, una malattia rara.
Non si esclude, neppure, che la diagnosi potrebbe non essere mai formulata con precisione, vista la complessità della cartella clinica di Imane Fadil.
«Non è emersa nessuna macro evidenza – lasciano filtrare al termine dell’esame autoptico – Ci aspettavamo di trovare esattamente quello che ci si aspetta da una persona che è stata a lungo ricoverata».

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