Il governo stringe i cordoni della borsa, i Comuni tartassano i cittadini: tasse locali da record

lunedì 15 aprile 12:22 - di Redazione

Il governo stringe i cordoni delle borsa con gli enti locali, che scaricano sui cittadini il costo dei servivi inasprendo i tributi locali. Un giochino che va avanti da anni e che non sfugge neanche alla “regola” del governo giallo-verde: secondo un monitoraggio del centro studi della Uil riportato dal Corriere della Sera, infatti, 24 città capoluogo su 54 hanno deciso di aumentare la Tari, ma anche le addizionali Irpef e Imu. Per quanto riguarda le addizionali Irpef 250 comuni, cioè il 10,6% di quelli che finora hanno deliberato (2.352), hanno ritoccato al rialzo il prelievo. Inoltre l’Imu è stata aumentata in 28 amministrazioni locali tra cui 4 città capoluogo. Già al 2018 risultava che ogni nucleo familiare avesse speso in media 1.340 euro tra Imu, Irpef comunale e Tari (permettendo così alle casse comunali di accogliere complessivamente ben 34,3 miliardi di euro, di cui 21 per l’Imu, 9 per la Tari e 4,6 per l’addizionale Irpef). Più nel dettaglio, sono stati spesi, dalle famiglie, 814 euro per l’Imu che colpisce le seconde case, 224 per l’addizionale Irpef e 302 di tasse sui rifiuti. La città più colpita è risultata essere Roma dove ogni famiglia ha subito un prelievo medio pari a 2.267 euro (a Torino sono stati spesi 1.952 euro, a Genova 1.923, a  Milano 1.888 e a Napoli 1.791). Secondo i dati riportati dal Corriere della Sera, tra i 250 comuni che hanno già aumentato le addizionali Irpef ci sono due città capoluogo: Avellino (che passa da 0,7 a 0,8%) e Barletta (che ha rialzato le diverse aliquote in rapporto agli scaglioni di reddito). Mantova e Rimini, invece, hanno abbandonato l’aliquota piatta (rispettivamente 0,4 e 0,3%) per le aliquote progressive fino allo 0,8%. Roma, Milano, Torino, Bari e Venezia erano già al massimo.Per quanto riguarda la Tari, la rilevazione Uil sui 54 capoluoghi dice che 24 comuni hanno aumentato la tassa sui rifiuti, 18 l’hanno diminuita e 12 l’hanno invece deciso di lasciarla invariata. L’Imu aumenta in 4 capoluoghi:  Avellino, Torino, La Spezia e Pordenone, diminuisce invece a Firenze, Grosseto e Pavia.

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