Il “carrozzone” del Def approda oggi in Parlamento. Tria all’angolo, in arrivo nuove cifre “rosse”

lunedì 15 aprile 9:59 - di Leo Malaspina

Sarà una settimana di esami, di audizioni e di nuove cifre quasi certamente allarmanti per il ministro Tria e per i conti da inserire nel Def, che oggi approda in Parlamento dopo il varo alla Camera della scorsa settimana. Si inizia oggi con un giro di audizioni, Confindustria e sindacati prima, seguiti da Istat, Banca d’Italia, Upb e altri il giorno successivo mentre mercoledì sarà la volta del ministro dell’Economia Giovanni Tria. Sempre oggi la Banca d’Italia fornirà le nuove stime sul debito pubblico mentre giovedì è previsto il Bollettino Economico; l’Istat darà gli ultimi risultati dell’indice sulla fiducia dei consumatori, del fatturato e ordinativi e dell’inflazione nel mese di marzo. E l’Inps, giovedì, pubblicherà i dati dell’Osservatorio Monitoraggio flussi pensionamento nel I trimestre, della Cig fino a marzo e del precariato a fine febbraio.
Una “via crucis” di stime e di cifre che il ministro Tria dovrà fronteggiare, dopo che ieri aveva escluso il ricorso alla patrimoniale, a Washington, a conclusione dei lavori dell’Fmi e del G20. «Non c’è alcun rischio di patrimoniale e sono contrario concettualmente perché colpirebbe al cuore i risparmi degli italiani e avrebbe un impatto distruttivo sulla crescita. Solo parlarne crea una tale incertezza che crea un danno forte all’economia. Parlare di questo significa creare allarme», aveva detto  il ministro dell’Economia  Tria intervistato a ‘In 1/2 in più’ su Rai Tre in diretta da New York.

Durante l’intervista, il titolare di via XX Settembre aveva anche ribadito il no a manovre bis: «Con questo Def abbiamo voluto dare anche un messaggio di stabilità – ha spiegato Tria – nel senso che intanto il quadro macroeconomico che abbiamo presentato è completamente condiviso con tutte le istituzioni che fanno previsioni macroeconomiche. Il secondo messaggio è che nell’anno in corso, come ho sempre detto, non ci saranno manovre correttive, nel senso che quanto è stato deciso nella legge di bilancio e concordato con la Commissione europea verrà attuato, senza che questo comporti la violazione degli impegni presi con la Commissione europea». Quindi ha aggiunto: “Il deficit rimane quello che avevamo stabilito”.
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