Il 5S De Vito resta in carcere. Il “suo” metodo tra cene e caffè per fare business

sabato 6 aprile 12:14 - di Fortunata Cerri

Resta in carcere l’ex presidente dell’Assemblea capitolina, il pentastellato Marcello De Vito, arrestato per corruzione lo scorso 20 marzo nell’ambito di un filone dell’inchiesta sullo stadio della Roma. Lo ha deciso il tribunale del Riesame di Roma, respingendo le istanze presentate dalle difese. Confermata la detenzione in carcere anche per l’avvocato Camillo Mezzacapo. Restano inoltre ai domiciliari l’architetto Fortunato Pititto, legato al gruppo imprenditoriale della famiglia Statuto, e Gianluca Bardelli. Le motivazioni saranno depositate tra 45 giorni.

Gli affari di De Vito

Il modus operandi dell’ex presidente dell’Assemblea capitolina è stato definito il “metodo De Vito“. L’interrogatorio della capo segreteria dell’assessorato all’Urbanistica, Gabriella Raggi, depositato nei giorni scorsi al tribunale del Riesame, descrive il metodo praticato da Marcello De Vito e dai suoi collaboratori. Davanti ai pm, a poche ore dagli arresti, la Raggi ha provato a giustificare gli appuntamenti e i contatti con chi avrebbe intascato tangenti per spingere i progetti impantanati in Comune. «Sia Gianluca Bardelli (influencer Cinquestelle ai domiciliari ndr) che De Vito mi hanno chiesto informazioni sullo stato del progetto relativo agli ex Mercati Generali di via Ostiense. Non ricordo se De Vito mi abbia chiesto tali informazioni in una sola o in più occasioni, mentre sono sicura che Bardelli a posto tali domande più volte». Ma poi è venuto fuori il sistema utilizzato per “aiutare” i costruttori. E così, per esempio, l’approvazione del progetto dei Mercati generali, pensato per essere una grande piazza e trasformato a forza di varianti in un centro commerciale, è passato anche per i salotti.

Il sistema usato

La ricetta usata è sempre la stessa:  i dirigenti comunali venivano “avvicinati”, subito dopo c’erano incontri, cene e “caffè serali”. Come ricostruisce il Corriere della Sera, è nel corso di una cena che la capo segreteria di Luca Montuori conosce Camillo Mezzacapo, il socio di De Vito nella Mld srl che, secondo la procura, veicolava i profitti illeciti: «Ho conosciuto Mezzacapo a una cena da Bardelli alla quale era presente anche l’ex dirigente della direzione Edilizia del nostro dipartimento, Patrizia Di Nola e se non erro De Vito ed Enzo Sgandurra, presidente dell’Autorità per il controllo dei servizi forniti dal Comune». Rappresentanti delle authority, amministratori pentastellati siedono tutti allo stesso tavolo. Gabriella Raggi spiega ai carabinieri: «Escludo che io fossi l’unica interlocutrice con cui De Vito e soprattutto Bardelli avevano parlato della questione dei Mercati generali.Quando parlavamo dell’argomento si evinceva che lo stesso era detentore di informazioni sull’iter in corso che potevano provenire solo da altri referenti istituzionali o dai privati».

Appuntamenti e meeting

Un “caffè serale” serve invece a informarsi sulla «organizzazione di uffici e rotazione del personale dirigente»: «Recentemente ho visto Bardelli, mi ha invitata lui mediante Whatsapp per il caffè serale… Siamo rimasti d’accordo di rivederci nel fine settimana per un aperitivo». Nel viavai di appuntamenti e meeting lo stesso Montuori, come emerso dalle carte depositate dai pm Spinelli e Zuin, finisce per incontrare De Balkany, l’investitore dei Mercati generali.

 

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