I 70 anni della Nato visti da destra: perché il Msi si oppose e poi cambiò idea. Un grande dibattito

venerdì 5 aprile 18:20 - di Aldo Di Lello

In questi giorni si ricordano  i 70 anni della Nato. Si tratta di 70 anni a luci e ombre e che, per  la destra italiana, sono stati a lungo segnati da un appassionato dibattito. La necessità di fronteggiare il comunismo sovietico e le sue quinte colonne italiane portò il Msi, negli anni della guerra fredda, ad assumere sempre una chiara e coerente posizione  atlantista. Questa posizione ha però sempre convissuto con un’altra anima, che poi era l’anima delle origini,  tendenzialmente “terzaforzista” e ostile sia ad americanismo sia a occidentalismo. Il dibattito  che ne scaturì, soprattutto nei primi anni di vita del partito, fu di altissimo profilo. Ed è utile rievocarlo oggi, non solo a fini storiografici, ma anche per capire bene che cosa possano significare,  nei nuovi contesti geopolitici, parole come “atlantismo” e “stabilità internazionale”,

Il no alla Nato sancito dal congresso di Roma del 1949

Ricordiamo allora che nel 1949 il partito della fiamma si oppose alla ratifica del trattato che istituiva il Patto Atlantico. Proprio in quell’anno, tra la fine di giugno e gli inizi di luglio, si svolse a Roma il secondo congresso  del partito, che confermò la ladership di Almirante e sancì la linea anti-atlantica. E non è certo difficile capire perché: costituito in gran parte da ex- combattenti della Rsi, poteva mai, il partito nato nel 1946, accettare un’alleanza militare tra il nostro Paese e i nemici di pochi anni prima, che avevano bombardato le nostre città e avevano umiliato la nostra gente?

Ma la guerra fredda cambiò le cose

Questa linea non poteva però essere mantenuta a lungo: i venti della guerra fredda  spiravano contro  le posizione “terzoforziste” peggio ancora se “neutraliste”. La nascita dell’organizzazione dei Paesi “non allienati” , nel 1951, dimostrò  che certe posizioni le potevcano assumere solo Paesi del Terzo Mondo, non certo un Paese inserito nella storia  e nella cultura dell’Europa come l’Italia: o si stava da una parte o si stava dall’altra.

Filippo Anfuso: «Basta con la rissa atlantica»

Non fu comunque facile, per il Msi, accettare l’idea che bisognava stare dalla parte di americani e inglesi.Il dibattito si svolse soprattutto sulle riviste dell’epoca ed era animato da gente del calibro di Ezio Maria Gray, Giorgio Pini, Concetto Pettinato, Ernesto Massi, Filippo Anfuso. oltre naturalmente ad Almirante. De Marzio e altri. Fu proprio Anfuso a trovare, come si suol dire, la “quadra” e a ricomporre la frattura in un memoriabile intervento che tenne al congresso dell’Aquila  , congresso che sancì la “svolta atlantica” nel 1952. «Fate sì -disse- che si chiuda al più presto questa stupida rissa in un partito che,  per guardare al tipo di Europa che noi, i vinti, intendiamo contribuire a costruire,, deve avere l’intelligenza politica di superare sia l’atlantismo quanto l’antiatlantismo. La nostra strada è l’Europa». E oggi, che non c’è più l’Urss e che la Russia non appare più ostile? Forse sarebbe il caso, a destra,  di tornare alle origini e riprendere il dibattito dopo 70 anni, Naturalmente con  la consapevoilezza che l’Europa di Anfuso era cosa ben diversa dall’Europa di oggi, l’Europa di Juncker ed eurocrati vari.

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