Guaidò annuncia la fine dell’usurpazione di Maduro in Venezuela

martedì 30 aprile 20:20 - di Antonio Pannullo

Una giornata con tanti colpi di scena in Venezuela fino alla svolta. Dopo una relativa quiete di qualche settimana, è iniziata la resa dei conti. Uno dei leader dell’opposizione venezuelana, Leopoldo López, che si trovava agli arresti domiciliari, è stato liberato in un’azione condotta da forze anti-chiaviste in un’azione coordinata da Juan Gauidò. Lo riporta El Mundo, mentre El Pais scrive che militari venezuelani che hanno liberato Lopez hanno preso il controllo della base aerea della Carlota, ad est di Caracas, secondo quanto confermato da fonti dello staff del presidente ad interim venezuelano. Lopez conferma la fine degli arresti domiciliari in cui era tenuto e la sua liberazione per mano di militari. Il Venezuela “ha iniziato la fase definitiva per la fine dell’usurpazione, l’Operazione Libertà”, ha dichiarato Lopez, uno degli storici leader dell’opposizione venezuelana. “Sono stato liberato da militari agli ordini della Costituzione e del presidente Guaidò”, ha pubblicato su Twitter il leader di Voluntad Popular. “Mi trovo nella Base La Carlota. Mobilitiamoci tutti. È ora di conquistare la libertà. Forza e Fede”. Intanto si apprende che poco fa la Guardia Nacional del Venezuela, fedele a Maduro, ha fatto uso di lacrimogeni contro i militari e i civili che sono al fianco di Juan Guaidò davanti alla base militare La Carlota fuori Caracas.

Guaidò lancia un appello alla popolazione affinché insorga

Il presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana, Guaidò, ha lanciato un messaggio video alla nazione accompagnato da Leopoldo Lòpez e da un gruppo di soldati per esortare i militari e la popolazione civile a scendere in strada per chiedere la “cessazione definitiva dell’usurpazione”. Guaidò assicura di avere l’appoggio di “un gruppo molto importante” di membri delle Forze Armate e non solo in Caracas, ma “in tutto il Paese”. Il presidente dell’Assemblea nazionale  ha quindi reso noto di aver emesso un decreto di amnistia a beneficio dei detenuti civili e militari arrestati per motivi politici. In realtà molti quadri militari sono occupati da ufficiali cubani messi là da Maduro. Guaidó ha inoltre trasmesso un video sui social network in cui, senza fare riferimento alla presenza dello storico oppositore di Maduro, lancia un “grande appello ai dipendenti pubblici” per “recuperare la sovranità nazionale”. Quindi ha ringraziato i “coraggiosi” per il sostegno e ha assicurato che le Forze armate sono “chiaramente dalla parte del popolo, fedeli alla Costituzione”. Guaidò ha assicurato di trovarsi nella base aerea di La Carlota, situata alla periferia di Caracas, e a circa 15 chilometri in linea retta dal Palazzo Miraflores, sede della Presidenza. “Mi trovo con le principali unità militari della nostra Forza armata per dare inizio alla fase finale dell’Operazione Libertà”, ha dichiarato ancora Guaidó, sotto la premessa che “il momento è ora”. “Momento di coraggio e saggezza affinché arrivi la calma dal Venezuela”, ha ribadito. “La nostra lotta è sempre stata inquadrata nella Costituzione, nella lotta non violenta. L’abbiamo sempre detto, quando il popolo scenderà nelle strade, noi ci prenderemo il potere. Il primo maggio è iniziato oggi, la fine dell’usurpazione è iniziata oggi. Contiamo sul popolo del Venezuela, le forze armate sono dalla parte della gente, dalla parte della Costituzione”, ha detto Guaidò davanti alla telecamera, aggiungendo che “oggi coraggiosi soldati, coraggiosi patrioti e coraggiosi uomini devoti alla Costituzione hanno risposto al nostro appello”.

Maduro e i comunisti gridano al golpe della destra

Il governo venezuelano ha denunciato che è in corso un tentativo di “colpo di Stato” da parte di “militari traditori” dopo che Juan Guaidò ha annunciato la “fase finale” per mettere fine “all’usurpazione” di Nicolas Maduro. “Informiamo il popolo del Venezuela che in questo momento ci stiamo scontrando e stiamo neutralizzando un piccolo gruppo di militari traditori”, ha scritto su Twitter il ministro portavoce del governo di Maduro, Jorge Rodriguez. Rodriguez specifica che i militari traditori si sono “posizionati sul cavalcavia, detto Altamira, per promuovere un colpo di Stato contro la Costituzione e la pace della Repubblica”. “Con questo obiettivo – aggiunge il portavoce del governo Maduro – si è riunita l’ultra destra golpista e assassina, che ha annunciato la sua agenda violenta da diversi mesi”. Rodriguez ha poi chiesto al popolo di “tenersi in massima allerta, insieme alla gloriosa Forza armata nazionale bolivariana, per sconfiggere il golpe e preservare la pace”. “Venceremos”, vinceremo, ha concluso Rodríguez. Il cavalcavia Altamira si trova vicino alla base aerea militare La Carlota, da dove Guaidó ha lanciato il suo messaggio accompagnato dal leader dell’opposizione Leopoldo López, appena liberato. E vicino all’avenida Libertador che conduce al Palacio di Miraflores, sede della presidenza del Venezuela.

Venezuela nel caos, bloccati tutti i social

Difficile accedere a Twitter e Facebook. Complicato navigare online. In Venezuela, mentre il presidente ad interim Guaidò annuncia la fase finale dell’Operazione Libertà, l’azienda statale Cantv ha ridotto drasticamente l’accesso degli utenti al web e in particolare ai social network. È il quadro che delinea l’osservatorio Netblocks, specificando che “l’accesso a ciascun servizio rimane disponibile a intermittenza visto che le restrizioni non appaiono efficaci al 100%”. La giornata è segnata dal ruolo centrale dei social network. Guaidò ha diffuso in particolare un messaggio video in compagnia Leopoldo Lopez, oppositore del regime liberato dagli arresti domiciliari grazie all’intervento dei militari. Il profilo Twitter dell’assemblea nazionale ha diffuso una sequenza di messaggi di Guaidò, che nella base La Carlota ha incontrato reparti militari pronti a sostenere l’Operazione Libertà. Il governo di Maduro ha risposto, via social, con le dichiarazioni del portavoce Jorge Rodriguez e con quelle del ministro della Difesa, il generale Vladimir Padrino: “Gli pseudo-leader politici che si sono posti al comando di questo movimento sovversivo hanno impiegato truppe e agenti con armi da guerra in una via pubblica della città per creare caos e violenza. Sono dei vigliacchi”. Lo scrive su Twitter il generale Padrino, ministro della Difesa del governo Maduro.

Un militare venezuelano ferito, l’allarme degli Usa

Un militare venezuelano è stato ferito nel corso dei disordini davanti alla base di La Carlota. Lo ha scritto su twitter il ministro della Difesa di Caracas, Vladimir Padrino, che ha denunciato “la violenta aggressione di cui è stato vittima il colonnello Yerzon Jimenez Baez, ferito da un colpo d’arma da fuoco al collo lungo l’autostrada Francisco Fajardo. Responsabile è la leadership politica dell’opposizione”.  Il dipartimento di Stato americano esorta tutti i cittadini statunitensi in Venezuela a lasciare “immediatamente” il paese. Non vi sono piani per una “evacuazione coordinata” da Washington.

Guaidò e Lopez in marcia verso il palazzo presidenziale

Juan Guaidò e Leopoldo Lopez si sono messi alla testa di una grande marcia attraverso Caracas, partita poche ore dopo il loro annuncio dell’avvio della “Operazione libertà” in un video girato nella base militare di Carlota. I due leader dell’opposizione hanno poi lasciato la base militare e sono arrivati in piazza Altamira a Caracas. La marcia si è diretta su avenida Miranda verso la parte ovest della capitale, dove si trova il palazzo di Miraflores, sede della presidenza del Venezuela.

Prima dell’avvio della marcia, Lopez e Guaidò hanno arringato la folla con un megafono, parlando in piedi sopra il tetto di un’auto. «Oggi vinciamo la paura. Oggi come presidente incaricato, legittimo comandante delle forze armate, convoco tutti i soldati e la famiglia militare ad accompagnarci per una lotta non violenta», ha dichiarato Guaidò. Lopez ha spiegato che la sua liberazione dagli arresti domiciliari è conseguente all’indulto proclamato da Guaidò per tutti i prigionieri politici. Una decisione, ha detto, alla quale non si sono opposti gli agenti del Sebin (l’intelligence del regime di Maduro) che lo sorvegliavano.

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