Guai a chi tocca il gender: Pillon condannato dal giudice a pagare i “danni”, un vero salasso

giovedì 11 aprile 18:45 - di Ezio Miles

Costa caro attaccare il gender. Ne sa qualcosa il senatore leghista Simone PIllon, condannato per diffamazione da un giudice di Perugia.  Il parlamentare  dovrà sborsare 1500 euro di multa. Magari, per lui, finisse qui. Il povero Pillon dovrà infatti pagare anche le spese processuali. E il bello (o il brutto) deve ancora venire, perché l’esponente del Carroccio è stato anche condannato al risarcimento dei danni a favore delle parti civil:  diecimila euro per Michele Mommi, e 20mila  per Omphalos. Insoimma un vero salasso.

«C’è un serio problema di libertà di opinione»

Amaro il commento di Pillon: “Difendere le famiglie dall’indottrinamento costa caro. E’ il primo grado, non è la sentenza definitiva. Ci sarà lo spazio per l’appello e la Cassazione. Certo è che se difendere le famiglie che non vogliono che i loro figli siano indottrinati con il gender porta a queste conseguenze penso ci sia un problema serio di libertà d’opinione nel nostro Paese. Rifarei tutto, assolutamente sì” .Il processo nei confronti di Pillon è partito dalla denuncia presentata dall’associazione Omphalos di Perugia,  che difende gay e lesbiche, per alcune affermazioni con le quali aveva commentato (quando ancora non era parlamentare) una loro iniziativa al liceo Alessi al capoluogo umbro nel 2012. A quell’epoca Pillon era presidente del Forum delle famiglie.

Le grida di giubilo del mondo Lgbt

Grida di giubilo sono arrivate  dall’universo Lgbt. “Giustizia è fatta nei confronti di un personaggio che ha fatto dell’odio nei confronti delle persone omosessuali e transessuali la sua ragione di battaglia politica”, dice Omphalos.  Sullo stesso tono il commento del Gay Center: “Riteniamo positiva la sentenza che ha condannato il senatore Pillon della Lega, per aver diffamato l’Arcigay di Perugia” Resta in ogni caso lo sconcerto per una brutta pagina di ordinaria ingiustizia.

 

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