Frosinone, senatore FdI dice no alla moschea: per il leaderino Pd va appeso a testa in giù

sabato 27 aprile 18:20 - di Viola Longo

Li definisce «manifesti di regime», che hanno «il solo scopo» di «seminare odio e amplificare la rabbia delle persone». E così decide di postarne uno a testa in giù, tanto per chiarire che, invece, lui è un sincero democratico che non «dà inutilmente fiato alla bocca», come invece farebbe il senatore oggetto dei suoi strali, Massimo Ruspandini di Fratelli d’Italia. La trovata, che arriva a due giorni dalle celebrazioni del 25 aprile, è di un fervente democratico di Frosinone, uno che nel partito ha anche un ruolo: Marco Tallini, segretario cittadino dei giovani del Pd.

La foto del senatore di FdI postata a testa in giù

La colpa di Ruspandini è quella di aver detto no a una moschea nel centro di Frosinone. Una legittima posizione politica, che per altro incontra la sensibilità di molti cittadini. Per il democratico Tallini, però, non solo non può essere espressa (secondo la sua opinione Ruspandini darebbe «inutilmente fiato alla bocca»), ma merita un accostamento a piazzale Loreto. «Il modo con cui certi personaggi tentano di cavalcare una questione che semplicemente non sta in piedi è vergognoso, le bugie affermate su manifesti da regime sono pericolose e il solo scopo di tutto ciò è seminare odio e amplificare la rabbia delle persone, per dividere e spaccare definitivamente una comunità che invece dovrebbe essere salda e unita», ha scritto il coordinatore del circolo cittadino dei giovani del Pd sul suo profilo Facebook. E proprio a corredo di questo post, Tallini ha pubblicato il manifesto con la foto di Ruspandini a testa in giù, suscitando, sì, molte critiche, ma anche diverse ilarità complici.

Ruspandini: «Ci vogliono morti come Mussolini»

Ruspandini ha parlato di «un clima pesante, fatto di minacce e insulti», che «si è creato all’indomani del fermo no di Fratelli d’Italia alla costruzione di una Moschea nel centro di Frosinone», contro la quale il partito ha avviato anche una raccolta di firme. Facendo riferimento a Facebook e al coinvolgimento di «esponenti locali del Pd», il senatore ha poi spiegato di aver «informato le autorità». Si tratta, ha commentato, di «vere e proprie intimidazioni che si sono spinte fino alla pubblicazione su Facebook di alcuni miei manifesti elettorali con la testa capovolta, inneggiando così a Piazzale Loreto». «Da una parte ogni 25 Aprile ci impongono di ringraziarli se oggi abbiamo la libertà di esprimere le nostre idee, dall’altra – ha sottolineato Ruspandini – ci vorrebbero morti come Benito Mussolini perché non la pensiamo come loro».

«FdI non si fa intimidire»

«FdI – ha assicurato il senatore – non si farà intimidire e continuerà la sua battaglia a difesa dei valori della cristianità e delle proprie comunità locali e nazionali, preoccupate della crescente immigrazione clandestina e dal rischio del radicamento dell’estremismo islamico. Abbiamo osato dire che esistono già altri luoghi di culto nella città e in provincia e, raccogliendo le opinioni di un intero quartiere, che non c’era l’esigenza di costruire una moschea. Ma evidentemente per gli intolleranti del pensiero unico – ha concluso il senatore – meritiamo di essere puniti».

 

 

Commenti

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  • Mario Donnini 28 aprile 2019

    BUONGIORNO DA VENETO UNICO.
    Alcune brevi note sulle attività e le esternazioni di quanti si appellano “sinistra”, “europeisti” e, sopratutto, di quanti, in nome del loro potere, seminano odio e combattono la cristianità:
    Appendere qualcuno a testa in giù è istigazione all’omicidio. Averlo fatto, fu, comunque, vilipendio di cadavere. Anche non esercitare l’azione penale è un reato e violare la Costituzione è un altro più grande reato, chiunque lo compia. La magistratura non è un potere, come, invece, lo sono iI Legislativo e l’Esecutivo. La condizione perché la magistratura sia indipendente è che il C.S.M. eserciti l’azione disciplinare. Non lo fa perché è è antidemocratico e antitaliano, a partire dal suo presidente, come egli stesso, spesso, ci dichiara. Puntualizzo: È antidemocratico chi, senza nemmeno uno straccio di referendum, vuole sostituire la Costituzione dei lavoratori, “art. 1: La repubblica è fondata sul Lavoro” – ascensore sociale – , con un trattato di Lisbona votato alla competitività dell’Unione europea sui mercati mondiali, dove il lavoro non è tutelato, il welfare è un costo e la disoccupazione diventa strumento; è antitaliano e ignorante chi vuole annullare l’identità e destabilizzare la società italiana immettendovi non individui, ma masse incontrollabili, senza legge, né morale: masse provenienti da paesi, per lo più, subsahariani, dove l’educazione, sia pure, del solo carattere “era” impartita dagli anziani, oggi, sommersi da una esplosione demografica – 7 a 1 – contro natura, ingestibile, oggi e domani, da qualsiasi stato africano ed europeo, come i membri dell’Ue ci confermano. Sono masse di individui in cui gli istinti più bassi non trovano argine alcuno nell’educazione, inclini alla violenza fino al cannibalismo e per i quali, nemmeno se investissimo tutto il nostro bilancio dello Stato potremmo apprestare i mezzi per una pur minima istruzione, che, comunque, rifiuterebbero. Sono individui ai quali non è applicabile il presupposto della sanzione penale, in quanto questa società tendeva al recupero di un cittadino che una educazione l’aveva avuta ed ha sbagliato. L’aver dovuto legiferare sulla legittima difesa è l’esempio di ciò. Riguardo a quella che i musulmani chiamano religione, ma che non lo è, perché Dio crea la vita e non può predicare la morte,
    Leggo l’art.8 della Costituzione:
    “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, IN QUANTO NON CONTRASTINO CON l’ordinamento giuridico italiano.”
    Parlano i cristiani assassinati a migliaia e Vi avvertono le statue di Notre Dame. Consiglio agli ignoranti di leggere il corano e, poi, la Costituzione e ai presidenti e agli eletti, di studiarla.

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