Finalmente Juncker saluta e se ne va. Tutte le gaffe del numero 1 di Bruxelles (video)

mercoledì 17 aprile 13:50 - di Alessandra Danieli

Lui ha il «cuore pesante», ma per tanti la sua uscita di scena è una autentica liberazione. È il giorno dell’addio di Jean Claude Juncker che ha tenuto il suo ultimo intervento in aula davanti ai deputati del Parlamento europeo alla loro ultima plenaria prima delle elezioni di maggio.

L’ultimo discorso di Juncker in aula

Il campione di gaffe internazionali e reiterati affondi anti-italiani (risatine, lezioni di austerity e l’accusa di bugiardi ai ministri italiani), il principale artefice delle bocciature Ue alle manovre italiane, ossessionato dal pericolo delle destre «xenofobe» e dai sovranisti che metterebbero a rischio la democrazia europea, è arrivato al capolinea del suo mandato che scade all’indomani delle europee del 26 maggio. Dopo 5 anni alla guida della commissione, segnati da favori giganteschi alle multinazionali, aiuti ai miliardari e beffe alle politiche nazionali e ai cittadini dei 28 Stati membri, Juncker deve farsi da parte e lascia la scena con un testamento scontato condito di retorica europeista. Spiegando di parlare «con il cuore pesante per l’addio alla politica di tanti colleghi», il numero uno di Bruxelles ha rivendicato i risultati legislativi ottenuti nella collaborazione tra le istituzioni europee: «Non sono mai stati fatti così tanti progressi in campo sociale», ha detto rammaricato per non avere visto approvate, ad esempio, tutte le riforme nel campo dell’asilo e della migrazione. E ancora:«Bisogna amare l’Europa, viva l’Europa». Ma dell’ex premier lussemburghese, più che le inziative politiche (anche la crociata sull’abolizione dell’ora legale) resteranno agli atti della storia le sue irripetibili gaffe nelle occasioni formali e nelle assise internazionali.

Tutte le gaffe del numero uno di Bruxelles

Memorabile e  oggetto di ironia sui social il passo incerto e sciancato del presidente della Commissione Ue che, durante una cena di gala con i capi di Stato e di governo della Nato, viene accompagnato e aiutato a scendere i gradini da due uomini. Colpa di qualche bicchiere di vino di troppo? Il portavoce della Commissione si precipitò a chiarire che Juncker era stato colto da un attacco di sciatica particolarmente doloroso e accompagnato da crampi. In un’altra occasione, durante il vertice di Riga per il partenariato orientale, Juncker chiama “dittatore” il premier ungherese Viktor Orban suscitando un gelo imbarazzato in sala. E che dire dell’incidente sfiorato in Ruanda quando rischiò di bruciare la first lady durante una cerimonia, testimoniata da un video virale che in poche ore ha fatto il giro del mondo?

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