Feltri: «Se lo zingaro ruba, è giusto evitarlo. Dire questo non significa essere razzisti»

lunedì 15 aprile 16:22 - di Redazione

Basta con la retorica dello “zingaro buono” che imperversa nei salotti televisivi. Il problema dell’integrazione dei rom e della microcriminalità è cosa seria e va affrontato senza temere l’onnipresente accusa di razzismo. «Il razzismo non c’entra, è un fatto di prudenza». Così Vittorio Feltri in un editoriale su Libero invita a porre la questione con onestà e realismo evitando la polemica fino a se stessa per fare audience.

Feltri: lo zingari che ruba fa paura

«Le scuole di pensiero in Italia sono due –scrive il giornalista – una, minoritaria, sostiene che gli zingari sono persone rispettabili benché vivano in modo strano, nei campi a loro destinati. L’ altra, maggioritaria, non tollera che i nomadi si mischino alla gente comune e compie azioni poco civili per allontanarla dalle proprie case. Il problema è mal posto. Una grande quantità di rom negli anni si è integrata e mescolata in modo indolore nel consorzio nazionale, assumendone stili di vita, costumi e abitudini. Ciò significa che vari zingari di origine non sono diversi dai compatrioti, contro i quali non si registra alcun fenomeno di razzismo. Ovvio, chi partecipa alle attività sociali non viene discriminato e neppure riconosciuto come alieno». Detto questo, però, Feltri si sofferma anche sull’altra faccia della medaglia: «Circa 30mila nomadi se ne sono guardati dal farsi assimilare nel nostro contesto e continuano a campare in tende e roulotte e roba simile, rifugiandosi in pieno stile clochard in zone periferiche. E questo non sarebbe niente, se non fosse che costoro non lavorano e, per mettere insieme il pranzo con la cena, non fanno altro che rubare. Addestrano le donne (incinte) e i bambini a compiere furti nella certezza che, quand’ anche fossero colti in flagranza di reato, la farebbero franca in ossequio alle leggi in vigore».

Allontanare i rom ladri è una necessità

Una realtà che la sinistra fa finta di non vedere nel nome dell’accoglienza senza se e senza ma. Nessuno scandalo, invece, per Feltri se i cittadini si attrezzano e fiutano il pericolo. «Va da sé che i ladri non godono di buona fama e che i cittadini cerchino di starne alla larga. Non è questione di razzismo, bensì di prudenza. Se sotto casa tua si addensa un gruppo di furfanti conclamati non stai sereno, sai che prima o poi ne sarai vittima. E ciò ti allarma – conclude il direttore di Libero – e ti fa girare le scatole. Vuoi allontanare il pericolo non tanto perché gli zingari siano brutti e spesso sporchi, ma perché costituiscono una minaccia per te e la tua famiglia. Dopo di che il fatto che essi non mandino i figli a scuola e dispongano di automobili di lusso accresce il sospetto che siano bande inaffidabili. Difficile sostenere il contrario. Chi lo fa o è cieco o cretino o entrambe le cose»

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