Feltri difende il saluto romano, l’Anpi va fuori di testa: «Da lui solo nefandezze»

martedì 9 aprile 13:46 - di Federica Argento

Feltri e la difesa del saluto romano dalle pagine di Libero sono il combinato disposto che manda l’Anpi fuori di testa. Con la solita sincerità Feltri scrive: «Se il saluto incriminato è romano, risalente cioè all’impero di Giulio Cesare e successori, che ci importa se poi fu adottato dai fascisti? Sempre romano rimane, pertanto perché dovrebbe essere vietato?». Feltri fa riferimento all’episodio degli studenti di un liceo di Cuneo, colpevoli di aver salutato romanamente. E “condannati” per questo alla “rieducazione” con l’obbligo di studiare la resistenza e le “storie dei migranti”. Il direttore di Libero scrive di  preferire il saluto romano alla stretta di mano per motivi di igiene. «Non riesco a capire con quale logica esso debba venire bandito, mentre la stretta di mano, poco igienica, continui non solo ad essere in auge e addirittura raccomandata». Poi ironizza sull’atteggiamento della sinistra, che fa del saluto romano «un tormentone indigesto. Non c’è verso di farlo capire agli antifascisti, impegnati a combattere i fascisti immaginari e convinti che i simboli fasulli siano prodromi di un ritorno del duce».

L’Anpi: «Feltri ha libertà di parola grazie a noi»

Apriti cielo. Ce ne è abbastanza per mandare i partigiani fuori di senno. Con meno ironia – si fa per dire-  risponde Carla Nespolo presidente dell’Anpi, l’associazione nazionale dei partigiani. Stigmatizza la posizione di Feltri definendola «il tentativo subdolo di riabilitare il fascismo minimizzando le sue colpe e i suoi crimini. Nonché i gesti di chi ancora oggi vi si richiama». La Nespolo parte poi con un pistolotto indigesto, dimostrando suo malgrado che Feltri ha ragione. «Noi ogni giorno, con tenacia, da antifascisti, ricordiamo a tutti una cosa davvero molto semplice: oggi chiunque può dire qualunque cosa, anche certe stupidaggini o nefandezze come quelle scritte oggi da Feltri, proprio perché ci sono stati i partigiani che hanno combattuto contro il fascismo per la libertà, anche per la libertà di espressione». La presidente dell’Anpi ricorda che «l’Italia è un Paese libero e democratico», grazie chi ha fatto la scelta giusta di combattere il fascismo».

Commenti

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  • Mauro Collavini 10 aprile 2019

    Egr. i signori sono abituato a scrivere quello che penso, e se dare del cialtrone alla partigiana non è corretto mi spiace per voi. Io continuerò a pensarlo anche se tra i partigiani ci saranno senz’altro state delle persone molto perbene. Il fatto sta che anche tra i fascisti ci saranno state persone molto perbene e che la cosa migliore della democrazia è che la libertà di pensiero e parola è data a tutti bianchi verdi comunisti ed anche fascisti come idealmente mi ritengo;

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