Europee Pd: tra i candidati la Kyenge, un giovane del Senegal e la prescelta di Macron

giovedì 11 aprile 19:59 - di Davide Ventola

C’è anche una giovane indicata direttamente da Macron a Zingaretti, tra i candidati delle liste Pd alle prossime elezioni europee. Caterina Avanza, come ha detto al Corriere della Sera, è stata “imposta” dal presidente francese al segretario Pd.

Il Pd sempre più francofono e terzomondista

Un partito democratico sempre più internazionale e attento alle esigenze dell’Europa e delle nazioni africane. Così spicca, oltre alla conferma di Cecile Kyenge, anche la candidatura del rappresentante della cominutà senegalese a Firenze, Mamadou Sall. Un partito sensibile alle politiche migratorie, che sceglie di candidare il medico di Lampedusa, Pietro Bartolo. Ma sono solo alcuni dei nomi che indicano una barra decisamente più a sinistra del Pd zingarettiano.

Da Pisapia a Calenda, chi sono i capilista

Ecco l’elenco dei nomi principali. Giuliano Pisapia, Carlo Calenda, Simona Bonafè, Franco Roberti e Caterina Chinnici sono, da nord a sud, i capilista del Pd alle prossime elezioni europee. Il segretario Nicola Zingaretti ha illustrato le liste nel corso della riunione della Direzione, confermando le indiscrezioni della vigilia ma annunciando anche qualche novità. Nella circoscrizione nord occidentale dietro Pisapia ci sono, nell’ordine, Irene Tinagli (per Siamo europei), Enrico Morando, Patrizia Toia, Brando Benifei, Marcedes Bresso, Caterina Avanza (già in En Marche).

Più giù, si trovano l’assessore alle politiche sociali a Milano Pierfrancesco Majorino (12/esino) e l’uscente Daniele Viotti (20/esimo). Nella circoscrizione nord orientale alle spalle di Calenda ci sono Elisabetta Gualmini, Paolo De Castro, Achille Variati, Isabella De Monte, Roberto Battiston (già presidente Asi), Cecile Kyenge. Scorrendo la lista, l’ex capogruppo in Senato di Mdp Cecilia Guerra è nona, Alessandra Moretti 11/esima, Francesca Puglisi 14/esima e Laura Puppato 15/esima.

Al centro dopo la Bonafè sono in lista David Sassoli, Roberto Gualtieri, Camilla Laureti, Pietro Bartolo (il medico di Lampedusa), Beatrice Covassi, Nicola Danti. Scorrendo i candidati, il sindacalista Mamadou Small è 11/esimo e Massimiliano Smeriglio 13/esimo.

Al sud guida Roberti seguito da Pina Picierno, Andrea Cozzolino, Elena Gentile Elena, Giosi Ferrandino. Nelle Isole dietro la Chinnici sono schierati Pietro Bartolo, Andrea Soddu, Michela Giuffrida, Attilio Licciardi, Virginia Puzzolo e Mila Spicola (già di Possibile). Tra i nomi provenienti dalla società civile, oltre all’ex procuratore Antimafia Roberti e il medico di Lampedusa Bartolo, sicuramente si segnala quello del fisico Roberto Battiston, il presidente dell’Agenzia spaziale italiana ‘messo alla porta’ nel novembre scorso dal ministro Bussetti.

Dal sindacato, precisamente la Cgil, viene invece Mamadou Sall, segretario generale dell’associazione della comunità senegalese di Firenze. La giovane Caterina Avanza (38 anni) si segnala, tra l’altro, per essere la coordinatrice per le europee di En Marche nonchè stretta collaboratrice di Macron. Beatrice Covassi ha nel suo curriculum la guida della rappresentanza in Italia della Commissione europea dal 16 aprile 2016. Anche Virginia Puzzolo ha un pedigree internazionale: è ricercatrice della Commissione europea nel campo dell’aerospazio. Eric Veron, invece, è l’imprenditore franco-olandese fondatore di Vailog, società specializzata in sviluppo immobiliare industriale con sede a Milano.

Direzione Pd: sulle liste di Zingaretti pesano i 30 astenuti

“Non voteremo a favore di queste liste”. Lo ha annunciato Roberto Giachetti alla Direzione Pd, pur dando atto, a quanto viene riferito, a Nicola Zingaretti di “essere stato coerente” con l’impostazione che aveva dato nella scorsa Direzione e di aver promosso alcune candidature di qualità come quella di Roberto Battiston. I 30 astenuti alla Direzione del Pd sulle liste per le europee sono divisi tra l’area che fa capo a Roberto Giachetti (17, come nella prima Direzione) e l’area che fa capo a Luca Lotti e Lorenzo Guerini (i 13 restanti). In totale, un 15% circa della Direzione. Alla riunione di oggi erano presenti 150 delegati sui 208 aventi diritto.

Zingaretti è convinto: “Abbiamo garantito il pluralismo”

“Abbiamo faticato, ma abbiamo garantito al 100 per cento il pluralismo interno”. Lo ha detto Nicola Zingaretti nella replica alla Direzione Pd sulle liste per le europee. “E -aggiunge- aver aperto le liste a una parte di paese non iscritta al Pd è stato faticoso ma credo di poter dire che ci siamo riusciti. Le liste risulteranno nello scontro elettorale come l’unica alternativa al governo gialloverde per salvare l’Europa”.

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