“E se fosse tua sorella?” È polemica in Olanda per la campagna contro la prostituzione libera

mercoledì 10 aprile 16:29 - di Redazione

L’Olanda torna indietro? C’è ora una petizione che chiede di rendere illegale andare con le prostitute. È quanto si appresta a discutere il parlamento dell’Olanda, uno dei Paesi con alcune delle leggi più permissive sul sesso a pagamento. A firmare il documento, riferisce la Bbc, sono stati circa 42.000 giovani che hanno aderito alla campagna di ispirazione cattolica “Non ho prezzo”, condotta sui social media. Chi l’ha promossa vuole che i clienti siano penalizzati, in base al cosiddetto modello nordico. Ispirato in parte da principi cristiani e femministi, il gruppo ha pubblicato su Instagram foto che mostrano i loro sostenitori con in mano dei cartelli neri con parole in bianco recanti il messaggio “Ik ben onbetaalbaar” (Non ho prezzo) insieme a “E se fosse tua sorella?” e “la prostituzione è sia una causa che una conseguenza della disuguaglianza”. Tuttavia, in risposta alle immagini, una persona ha scritto: “Sono una prostituta volontaria, ci sono molte persone come me, questa campagna renderà il mio lavoro molto, molto più pericoloso”.

Nei Paesi Bassi, comprare e vendere sesso è legale purché coinvolga ” adulti consenzienti”. Sotto il modello nordico, adottato da Svezia, Norvegia, Islanda, Irlanda del Nord e Francia, i clienti sono invece penalizzati. I giovani attivisti ritengono che dovrebbe essere fatto di più per proteggere le donne vulnerabili e, secondo la petizione, l’agevolazione per l’industria del sesso in Olanda è obsoleta e gli olandesi dovrebbero guardare al modello di Paesi come la Svezia per trarne ispirazione. Sostengono inoltre che nei Paesi in cui è stato introdotto il modello è diminuito il numero di persone che comprano sesso, il numero delle persone sfruttate dalla prostituzione e sono diventati meno “attraenti” per i trafficanti di esseri umani. Tra i fondatori del movimento Exxpose, che è dietro la petizione, c’è l’assistente sociale Sara Lous, che lavorava nel centro di riabilitazione per ex prostitute. “Siamo femministe e cristiane e alcune di noi sono neutrali”, ha spiegato. “L’idea è certamente che l’Olanda ha una politica più sicura, che la depenalizzazione è più sicura e che è una libertà vendere sesso. Ma tante cose stanno andando nel verso sbagliato, abbiamo così tanta tratta di esseri umani e Amsterdam è più vulnerabile a causa della forte domanda di sesso a buon mercato”, ha aggiunto. La zona a luci rosse di Amsterdam è una delle attrazioni più famose della capitale, in un Paese in cui la prostituzione è stata tradizionalmente incorniciata come un riflesso del valore attribuito alla libertà di scelta.

In risposta alla petizione, un portavoce del ministero della giustizia ha detto alla Bbc che il governo ha in programma, entro la fine di quest’anno, di presentare un piano per intensificare le misure contro la tratta di esseri umani e di fornire fondi per aiutare le lavoratrici del sesso che vogliono lasciare la prostituzione. Qualsiasi drastico ribaltamento delle attuali leggi liberali dei Paesi Bassi si troverà però ad affrontare l’opposizione di quelli della politica e della società che vedono la prostituzione come un simbolo di libertà piuttosto che di repressione.

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